PASSI DI MEMORIA

Il ballo folk tra passato e presente

Artefolk è un’associazione culturale nata a Torino nel 1997.

Nella provincia è considerata la più significativa nell’ambito dei balli folk che caratterizzano Francia, valli Occitane e Paesi Baschi. Non si tratta solo di una scuola: lo staff organizza serate, spettacoli, feste private e in piazza, oltre a corsi e stage in città italiane e francesi. Una delle loro iniziative è “IschiaFolk”: un soggiorno a Ischia che prevede anche una settimana di stage di balli serali e di escursioni giornaliere. L’obiettivo è affiancare al ballo la convivialità e il relax tipici di una vacanza.

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CREDICI: SONO PASSI DA ARTISTA!

Ecco come nasce un balletto educativo!

Solamente l’altroieri, 25 gennaio, c’è stata la presentazione ufficiale di “SI VA IN SCENA”, il nuovo sussidio estivo dell’editrice Animagiovane-Altresì, serata aperta a tutta la zona di Torino/Piemonte, i luoghi tutti attorno alla sede madre del Gruppo educativo che, ormai da più di 7 anni, cura la formazione e la sussidiazione per l’animazione estiva, e non solo!

Questa presentazione, dopo altri due primi assaggi (uno in Sicilia e l’altro presso le salesiane FMA), ha aperto una stagione che porterà lo Staff educativo dell’editrice in giro per tutta Italia, fino all’inizio dei Centri Estivi. Alcune presentazioni le organizza AnimaGiovane, altre possono essere richieste dai singoli territori o unità pastorali.

Come in ogni presentazione che si rispetti, uno dei momenti più attesi, tanto dai coordinatori quanto dagli animatori, è quello in cui si balla tutti assieme il nuovo inno dell’estate! La canzone del sussidio!

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LA BOTTEGA DELL’INSEGNANTE

Quando la nozione dà spazio al ragionamento

Non c’è apprendimento senza rielaborazione.

Quando si attraversa questa fase, un’esperienza (o un dato) acquista significato; non resta un episodio isolato o astratto, bensì si trasforma in un sapere applicabile in futuro. Così succede anche per la teoria appresa a scuola che, con esercizi temi ed attività, si fa competenza.

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IL PASSATO NEL PRESENTE

Disegnare, scrivere e raccontare. Chi non dimentica, impara

Perché lo facciamo…

L’obiettivo è comunicare ai propri figli il concetto di memoria, non inteso come ricordo a breve termine, ma come salto all’indietro per guardare avanti. Risalire con la memoria fino ad anni il più possibile lontani, per aiutarlo a capire che, allo stesso modo, anche lui, come i suoi genitori, nonni, antenati, farà parte della storia.

In particolare, è giusto che sappia a che cosa è dedicata la Giornata della Memoria e quanto è importante che il ricordo di quanto avvenuto nell’ultimo secolo del Millennio scorso resti vivo nel presente.

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PRIMO. DI NOME E DI FATTO

In memoria di Nebiolo: Universiadi, sport e valori, universalità e condivisione

XXVIII edizione invernale e XXIX edizione estiva delle Olimpiadi Universitarie (o Universiadi): quest’anno si terranno rispettivamente ad Almaty (Kazakhstan) e a Taipei (capitale di Taiwan). Sono manifestazioni sportive organizzate dalla FISU (Federazione Internazionale Sport Universitari) e sono nate in Italia grazie alla spinta passionale di un uomo profondamente innamorato dello sport: l’ex atleta e poi dirigente sportivo torinese Primo Nebiolo (1923-1999).

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BUON ANNO (SABBATICO)!

Consigli per una vera pausa di crescita

Una tempo, dopo la quinta liceo, le scelte erano solo due: università o lavoro.

Negli ultimi anni però si sta facendo strada una terza opzione, dal nome un po’ esotico: il gap year, ovvero “l’anno sabbatico”.

Una tradizione ormai consolidata all’estero, dove molti studenti decidono di aspettare a iscriversi all’università o ad una laurea specialistica, per fare invece volontariato, uno stage o un viaggio all’estero: esperienze per sperimentarsi e mettersi alla prova, grazie anche a un periodo di pausa piuttosto lungo.

Ecco, la parola chiave è proprio questa: “pausa”.

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BUON ANNO (SABBATICO)!

Consigli per una vera pausa di crescita

Una tempo, dopo la quinta liceo, le scelte erano solo due: università o lavoro.

Negli ultimi anni però si sta facendo strada una terza opzione, dal nome un po’ esotico: il gap year, ovvero “l’anno sabbatico”.

Una tradizione ormai consolidata all’estero, dove molti studenti decidono di aspettare a iscriversi all’università o ad una laurea specialistica, per fare invece volontariato, uno stage o un viaggio all’estero: esperienze per sperimentarsi e mettersi alla prova, grazie anche a un periodo di pausa piuttosto lungo.

Ecco, la parola chiave è proprio questa: “pausa”.

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