“INFINITO”: DUE TEMPI, DUE SENSI

40 giorni e 40 ore: l’Infinito a doppio tempo

Prima la Quaresima: 40 giorni nel deserto, tra solitudine e “incontri tentatori”. Gesù ha vissuto un tempo terreno che, da occhi umani, potrebbe essere definito come tempo “infinito”, nel senso di lunghissimo, difficilissimo, contrastato.

Poi la Risurrezione: un altro tempo d’amore, che si proietta verso un diverso senso della parola “infinito”. Ad occhi terreni, umani, risulta che la morte di Gesù si sia trasformata in risurrezione in meno di 40 ore. Cioè un tempo-lampo per una “vita nuova per sempre”.

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OGNI GUERRA E’ SEMPRE GUERRA

Ma quante “diverse” ne esistono?

La guerra: un disastro dell’uomo contro l’uomo.

Già, ma “quale” guerra?

Oggi, in occidente, la popolazione vive un’esistenza perlopiù pacifica, più o meno ben negoziata dai partiti di “rappresentanza” e abbastanza lontana dal rischio che possano verificarsi nuovamente quei grandi conflitti mondiali che hanno segnato la prima metà del Novecento. Anche l’immigrazione o i sentimenti xenofobi sono riprovevoli focolai ma quasi di poco conto, a confronto di altre parti del mondo.

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ALLE PRESE CON GLI ADOLESCENTI

Pace, “adultità”, appartenenza… e non solo!

Caro Lo Spiazzo,

siamo genitori di un adolescente di 13 anni. L’età di nostro figlio è difficile da gestire e in molte situazioni ci chiediamo quale sia il giusto modo di porsi e quali siano i suoi reali bisogni, che lui non ci comunica apertamente. Non è più un bambino, ma non è neanche adulto… Avreste qualche consiglio da darci?

Grazie

Marco e Silvia

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“DALLA CATTEDRA SI VEDE TUTTO!”

E dal banco, che cosa si vede?

Dopo anni d’insegnamento, si è abituati a vedere tutto da un solo punto di vista.

Eppure, a suo tempo tutti noi abbiamo visto la lezione da un’altra prospettiva: quella da dietro il banco, seduti di fianco al nostro migliore amico, attenti o distratti, a scambiarci messaggi appallottolati o a prendere furiosamente appunti.

Perché non giocare a tornare dietro quel banco, questa volta da adulti?

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POST(I) D’INCONTRO #3

I luoghi di ritrovo digitali

Negli scorsi articoli ci siamo destreggiati tra l’affollata piazza di Facebook e l’ancor più affollata buca delle lettere di WhatsApp. Abbiamo visto come ciascuno abbia le proprie caratteristiche e come queste influenzino la scelta e la gestione dei contenuti trasmessi al suo interno.

Anche l’audience di riferimento ha un peso in questa scelta: con i ragazzi, l’animatore punta di più sulla comunicazione emotiva e relazionale, mentre con i genitori e i colleghi ci si orienta più facilmente verso la comunicazione informativa.

In quest’ultimo articolo, vedremo come questi fattori entrino in gioco nella gestione di un sito Internet, ad esempio come quello dell’oratorio.

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ESTREMAMENTE SPORT

Come gestire i momenti “estremi” di alcuni sport

Buongiorno Spiazzo,

sono un allenatore di una piccola squadra di ciclismo e ultimamente sto avendo dei problemi con uno dei ragazzi che seguo. Abbiamo cominciato ad affrontare percorsi più impegnativi, ma quando ha visto alcune delle discese si è spaventato al punto che ha voluto rinunciare, per paura di farsi male. Dopo un mio primo tentativo di spronarlo, ho capito che proprio era impossibile liberarlo in quel momento da quella specie di panico. Con altri suoi compagni ho invece il problema opposto: a volte sembra che non si rendano neanche conto di avere dei limiti, come tutti.

Come posso aiutare a superare la paura e a riconoscere i pericoli?

Grazie,

Matteo

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OSPITARE INSEGNA AD ABITARE

Un collegio per studenti, una casa per la crescita

Lo studente universitario è sempre in viaggio tra gioventù ed età adulta, tra casa e mondo; a volte è un viandante tra la città natale e la città “accademica”.

Per tredici anni AnimaGiovane-Altresì ha accompagnato questo viaggio con la S.C.I.C., una “tappa formativa” in cui gli universitari possano sviluppare quelle metacompetenze che serviranno loro per lavorare e vivere al meglio delle loro potenzialità. Però, si sentiva che mancava ancora qualcosa: un luogo fisico, una casa dove fare non solo un’esperienza di studio, ma anche di vita. Una casa come il Collegium Trinitatis di Torino.

Così ci ha spiegato Cristian Casula, direttore del Collegium, parlando del collegio nato da due mondi e da due passioni…

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“APP” AND DOWN

Alti e bassi nella comunicazione in famiglia

Buongiorno Redazione Lo Spiazzo,

mi chiamo Micaela, ho un marito e due figli, di 14 e 8 anni. So che non dico niente di nuovo, ma sono davvero intristita dal fatto che a casa nostra, anche nei pochi momenti in cui siamo tutti assieme, il dialogo lascia il posto al silenzio e la famiglia è solo più uno slegato insieme di individualità. Senza contare che quegli immancabili telefonini sono sempre ovunque, a tavola, sul divano, sui libri di scuola…

A volte penso che non ci sia soluzione, però mi dà fastidio arrendermi così…

Che ne pensate? Grazie.

Micaela

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POST(I) D’INCONTRO #2

La comunicazione nei luoghi di ritrovo digitali

Nello scorso articolo, abbiamo condiviso delle riflessioni sulle basi e gli scopi della comunicazione, osservando poi come essi vengono applicati nel caso di Facebook.

In questo secondo appuntamento, dalla piazza ci sposteremo nella… tasca.

O nella borsa, o sul tavolo: insomma, dove di solito tenete il cellulare, su cui vi arrivano i messaggi tramite Whatsapp.

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