DONI DA FIABA #1

Come e perché si narra una storia

Di motivi per raccontare le fiabe ai figli ce ne sono: sviluppano l’immaginazione, aiutano ad affrontare certe emozioni, insegnano che ogni scelta ha delle conseguenze, rispondono alla necessità del bambino di un universo giusto, dove i buoni vincono e i cattivi pagano…

Ma in questa rubrica mensile non parleremo della fiaba, quanto piuttosto del “momento fiaba”.

Perché, se pure conta la scelta di quale fiaba leggere, ancor più importante è la scelta di prendersi questo momento di relazione tra genitore e figlio, per raccontare una storia ma soprattutto per dire io sono qui, per e con te.

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SAVE “THE CIMBRO”

Luserna: ultima isola linguisica che non crolla

Un po’ di storia e qualche curiosità

Luserna: a quaranta chilometri a Sud-Est  di Trento è una città nota per essere l’ultima isola linguistica cimbra. Infatti, in questa comunità il cimbro è ancora parlato dalla maggior parte della popolazione, a differenza dei comuni vicini in cui si è del tutto estinto.

Il termine “cimbro” apparve per la prima volta in uno scritto datato 1314, usato in riferimento alla città di Vicenza ed è l’italianizzazione della parola zimbar, che i parlanti stessi usano per identificare la propria lingua.

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TUTTI GIÙ PER TERRA!

Per creare un ambiente umano

Il grounding, in italiano “radicamento”, è una pratica nata per aiutare la persona a essere consapevole del contatto dei piedi con la terra. Secondo la bioenergetica, questa consapevolezza radica l’uomo nella realtà che abita; il grounding dà un senso di posizione e stabilità, e quindi la persona si sente salda ed equilibrata… insomma, è il caso di dirlo, “con i piedi per terra”.

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RIUNIONI DIVERSE… STESSO PRINCIPIO!

Confronto: in qualsiasi sport e in ogni società!

Che sia una società grande o piccola, nello sport ci sono sempre motivi (e argomenti) per una riunione tecnica; il confronto tra allenatori non manca mai. Da un lato, possono nascere questioni di natura logistica: un cambiamento nell’organizzazione operativa della società, l’istituzione di nuovi settori, l’arrivo di un responsabile dall’esterno o la promozione di un socio… Dall’altro, si affrontano anche problemi più legati al campo: metodologie e tattiche, l’andamento di alcuni atleti, ma anche la partecipazione a competizioni locali e nazionali.

Se le dimensioni di una società possono influire sulla scelta degli argomenti (e sulla durata!) delle riunioni, possiamo però individuare questioni e problemi che le accomunano tutte. Alice Accornero, allenatrice di atletica, e Marco Noce, istruttore di calcio, hanno gentilmente messo a disposizione le loro competenze di allenatori ed il loro punto di vista di educatori: insieme abbiamo capito che ogni sport ha sì le sue modalità anche nelle riunioni, ma come fondamento c’è sempre il bisogno di comunicare, confrontarsi ed essere una squadra, in campo come in ufficio.

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TUTTI GIÙ PER TERRA!

Per creare un ambiente umano

Il grounding, in italiano “radicamento”, è una pratica nata per aiutare la persona a essere consapevole del contatto dei piedi con la terra. Secondo la bioenergetica, questa consapevolezza radica l’uomo nella realtà che abita; il grounding dà un senso di posizione e stabilità, e quindi la persona si sente salda ed equilibrata… insomma, è il caso di dirlo, “con i piedi per terra”.

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ORIENTAT(T)IVAMENTE

Un open day con gli studenti del liceo

Di biblioteche ne abbiamo già descritte di tutti i tipi: da giardino o marciapiede, di condominio, di oggetti… però ci mancavano quelle viventi!

Da due anni StudyinTorino, il progetto del Comune per assistere gli studenti che vogliono trasferirsi a Torino per studiare, organizza “Ready Steady StudyinTorino”. Un evento di orientamento un po’ diverso dal solito, perché qui gli studenti del IV e V anno delle superiori possono consultare la Living Library: un vero e proprio “catalogo” di studenti universitari, provenienti dalle diverse facoltà e realtà accademiche della città, con cui i ragazzi possono conversare per farsi un’idea più precisa non solo del corso di studi, ma anche dell’esperienza stessa di dedicarsi a quel specifico percorso.

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A FIOR DI… FIGLIO!

Come accompagnare un virgulto che cresce

Quando si parla della vita dell’uomo, non è raro farlo attraverso metafore e immagini legate al mondo vegetale. Ogni persona nasce da un “ceppo”, i figli sono i “virgulti”, abbiamo bisogno di “mettere radici”; nei miti di diverse culture, poi, non mancano le storie di uomini e donne che si trasformano in piante o che viceversa nascono da esse.

Ai nostri occhi l’albero connette la terra e il cielo, il mondo sotterraneo e quello celeste. Così, anche l’uomo unisce in sé l’animale e il divino, il materiale e lo spirituale: forse è per questo che l’albero è diventato una metafora della crescita e della vita umana.

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UN ANNO DA ANIMATORI! #1

Settembre: la sfida del nuovo inizio!

L’estate volge al termine, è arrivato settembre. Anzi, è tornato.

Settembre è un mese particolare perché quello che è stato interrotto a giugno ricomincia, con la solita routine di sempre. Ciò che invece ha rappresentato la quotidianità nei passati tre mesi estivi si interrompe bruscamente. È il primo segnale che ci avverte del trascorrere di un altro anno; eppure, mancano ancora quattro mesi a San Silvestro.

Eppure è così. Settembre è un po’ il “capodanno dell’anno sociale”!

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GEMME DI GRUPPO

Quando il cambiamento ne fa emergere il valore

Ogni gruppo ha una sua geometria interna, un’architettura di relazioni che definisce il ruolo e lo status di ogni suo individuo.

Col tempo, specie quando il gruppo funziona, questa struttura si solidifica, o meglio, si cristallizza: così abbiamo gruppi-onice, gruppi-ametista, gruppi-smeraldo… ognuno con le sue caratteristiche e qualità, ognuno con una sua stabilità e coordinazione interna.

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INIZIARE QUALCOSA, INIZIARE A QUALCOSA

Ormai, per molti settembre e ottobre sono il periodo dei tanti capodanni della vita sociale; inizia la scuola, si ritorna al lavoro dopo la pausa estiva e, perché no, si ricomincia anche il catechismo.

L’inizio di un nuovo anno di catechesi è come l’inizio di ogni altra attività, con le sue aspettative e anche le sue tante preoccupazioni: si pensano nuove modalità, si fanno tanti buoni propositi, oppure già non si vede l’ora di aver finito, complici un po’ di stanchezza o l’ansia da prestazione.

Ma esattamente, che cosa significa iniziare un nuovo anno di catechismo?

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