USCIAMO DAL GUSCIO!

Come sopportare gli urti emotivi

Anche la natura ha la resilienza, cioé la capacità di far fronte e attivarsi positivamente dopo un evento traumatico. Esiste infatti un tipo di conchiglia che è diventata una superstar tra gli scienziati per una sua stranissima particolarità: pur essendo composta di carbonato di calcio, di per sé fragilissimo, quando subisce un urto è in grado di ridistribuirlo su tutta la superficie e quindi di evitare di rompersi.

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CONCHIGLIE DI CLASSE

Il gruppo classe come un guscio che attutisce gli urti

«Ciao a tutti, mi chiamo Placuna placenta, sono un mollusco e vivo nell’Oceano Indiano.

Segni particolari? La mia conchiglia: nonostante sia composta al 99% di carbonato di calcio, che è un minerale piuttosto fragile, riesce a proteggermi con grande efficacia dai colpi e dagli attacchi dei predatori».

Alcuni ricercatori di Boston hanno analizzato il guscio di questo mollusco e hanno scoperto che la resistenza della conchiglia è dovuta ad una nanostruttura che le permette di disperdere energia e limitare i danni in caso di urto. Il materiale del guscio forma una barriera grazie alla quale i danni provocati dall’impatto non si allargano a tutta la superficie del guscio, e così facendo riesce a preservare l’integrità del materiale.

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(RI)SCALDIAMO I CUORI

Quando il riscaldamento “raffredda” gli animi

Caro Spiazzo,

alleno una squadra di calcio e ho bisogno di un vostro consiglio. Da qualche tempo i ragazzi si lamentano all’inizio degli incontri di stanchezza o crampi, il più delle volte per saltare il riscaldamento (ma poi li vedo correre a prendersi la bottiglietta d’acqua alle macchinette), oppure arrivano proprio tardi e, quando dico loro di scaldarsi, protestano e dicono di essere già pronti. Capisco che questa non sia la fase più divertente del pomeriggio, ma è necessario se vogliono diventare più bravi e lavorare anche meglio come squadra. Cosa posso fare per farglielo capire?

Grazie,

Claudio

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LA TRAMA LUCENTE

L’autore è…

ANNAMARIA TESTA lavora da anni come consulente e scrittrice sui temi della creatività e della comunicazione. Ha pubblicato diversi libri sul tema, insegna alla Bocconi di Milano e collabora dal 2012 con l’edizione online dell’Internazionale, dove cura una rubrica sulla creatività. Dal 2008 cura anche un sito personale, Nuovo e utile, sulle teorie e pratiche della creatività, che a oggi conta più di 700 articoli.

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DONI DA FIABA #3

Come e perché si narra una storia

Spazio per me, spazio per te, spazio per me-e-te: questo è il secondo dono del “momento fiaba”. Un luogo tranquillo, in cui ci sia… spazio per ascoltarsi, ma anche per ascoltare l’altro. Luogo che è esso stesso “altro”, diverso da quello in cui si svolge la vita quotidiana.

Ma oltre al quando e al dove, il raccontare la fiaba ha anche un come che la distingue: la lettura ad alta voce.

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UN TOCCO DI… CLASSE!

Per un catechismo che non sia doposcuola

In tutti i corsi per catechisti c’è un tema che ricorre: cosa fare perché il catechismo non diventi un prolungamento delle ore a scuola, non solo nel concetto di tempo, ma anche nelle modalità?

In realtà, proprio mentre si dice di non imitare la scuola, la scuola stessa sta cercando di uscire dalle dinamiche classiche, proprie della didattica del secolo scorso, per andare verso una formazione che, per quanto abbia molto a cuore la parte dei saperi, lavora anche sulle competenze, il saper fare e il saper essere; dunque non solo sulle nozioni, ma anche sui cosiddetti saperi esistenziali.

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LUNGI DA… MIRARE!

Quando la squadra educativa vede lontano

In un passato articolo abbiamo parlato delle riunioni tecniche e di come si possano trasformare in un momento di valore per la “squadra” educativa. Da un lato, c’è l’occasione per conoscersi meglio tra colleghi e collaborare assieme. Dall’altro, però, questo concentrarsi di forze rischia spesso di confluire sulla soluzione di problemi sorti negli ultimi giorni: problemi che di sicuro hanno bisogno di essere risolti, ma che rischiano di limitare lo sguardo solo al breve termine.

Ecco perché deve entrare in gioco la dote della lungimiranza.

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“OGGI SIAMO FUORI”

Responsabilità, convivialità, solidarietà e altro ancora…

Torniamo indietro di qualche mese: precisamente al 9 maggio. Dove? A Trento, in Piazza Duomo. Ben 2500 studenti hanno partecipato alla Festa delle scuole cattoliche del Trento, a seguito di una settimana in cui si sono potuti mettere in gioco in prima persona.

Ma lasciamo la parola a Paolo Fedrigotti, Preside del Collegio Arcivescovile di Trento, che gentilmente si è reso disponibile per aiutarci a capire meglio l’iniziativa.

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