DONI DA FIABA #7

Come e perché si racconta una storia

Accogliere la nostra unicità: questo è il sesto dono del “momento fiaba”. Un’unicità che porta in sé anche la responsabilità, perché se nel nostro essere umani siamo comunque tutti unici, allora solo noi possiamo scrivere la nostra storia.

Solo noi, ma non nel senso di farlo da soli! Nelle fiabe il protagonista inizia sì da solo, e poi lungo la strada incontra i cosiddetti aiutanti magici: persone e creature che a lui sembrano dotate di poteri straordinari e che gli fanno un dono per aiutarlo nella sua strada.

Ma cosa fare quando quella storia si blocca? Cosa fare, quando sulla via troviamo un mostro che sembra così tanto più grande di noi?

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RICREIAMOCI!

Quando l’intervallo si trasforma in solidarietà

Ricreazione: una parola che per qualcuno evoca lo svago, i giochi con i compagni di classe, le confidenze e le chiacchiere, per altri purtroppo anche una presa in giro o una sensazione d’isolamento. Di sicuro tutti lo consideriamo l’opposto della lezione, e cioé un tempo non strutturato o “mirato” a raggiungere qualcosa, quanto invece le ore trascorse sui banchi.

Eppure, la ricreazione uno scopo ce l’ha: ri-creare, offrire cioé un tempo e uno spazio dopo un’attività o un’esperienza per poterla digerire e rielaborare. A scuola è in quel quarto d’ora che si liberano tutte le emozioni e i pensieri imbottigliati, dedicandosi ad altro che non siano gli argomenti fatti a lezione; solo dopo si può respirare, e dare respiro al vissuto, così da poterlo rielaborare con una distanza nuova e trasformarlo in un’opportunità per apprendere.

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FESTE DI COMUNITÀ

Quando si parla di feste e di comunità, nasce una di quelle classiche dicotomie tra catechesi e animazione che suggeriscono proprio una specie di frattura tra le due, spesso dovuta in realtà a una non chiara comprensione dei due termini.

Certo che finché penseremo alla catechesi come a una didattica, anziché a un incontro che fa eco a un altro incontro, e all’animazione come puro intrattenimento senza nessun messaggio, non riusciremo a cavarne molto. E le feste, proprio perché nell’immaginario collettivo sono di accompagnamento, tipiche dell’animazione, di solito vedono una scomparsa dei catechisti, mentre questi richiamano la precettazione degli animatori solo quando si tratta della festa di fine anno catechistico e così via. Inoltre, la catechesi spesso considera la festa legata alla celebrazione eucaristica, che pure avendo un atteggiamento festivo nel senso più bello del termine, poco viene vista come festa dai ragazzi e dai bambini.

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