Una proposta di metodo con i preadolescenti!

Una fatica… nella media!

Se avete la croce e la delizia di occuparvi di pre-adolescenti credeteci, vi capisco e vi tranquillizzo, non siete soli.  Se spesso con “quelli delle medie” non sapete cosa fare, se cercate aiuti, state sereni: siete nella… media! Ma non perché mediocri, quanto piuttosto perché in buona compagnia.

Quella dei preadolescenti è una questione importante, oggi ancora di più.  Siamo spesso in difficoltà di fronte a questa età dell’esplosione: il corpo si trasforma, cambiando l’immagine di se stessi; il pensiero, puntando all’ipotetico-deduttivo, passa attraverso le prime rigidità e quindi le prime contestazioni; il bisogno di movimento e di relazioni porta a staccarsi dalla famiglia; l’esigenza di una propria morale porta alla contestazione di quella data dagli adulti; e infine, l’idea di Dio si vuole distaccare dal passato: tutto ciò che ricorda l’infanzia non vale più.

Quindi avete capito che se vi sentite su una strada in salita, non solo non siete da soli, ma siete proprio sulla strada giusta! E poiché questa strada è in salita, abbiamo provato un metodo 4×4, un metodo con la giusta forza motrice per…

Cambiare un po’ per volta

Se la velocità dei cambiamenti sociali ci imporrebbe dei cambiamenti rivoluzionari, le nostre capacità ci fanno capire che dobbiamo cambiare attitudini con il giusto tempo e la giusta gradualità. Per questo motivo, il nostro metodo prevede ancora l’incontro settimanale con i ragazzi e la scansione temporale da ottobre a maggio. Non prevede però più l’obbligo dell’aula per ogni incontro, perché esistono altri spazi; non prevede più il flusso unidirezionale, bensì predilige il dialogo.

Sullo sfondo l’obiettivo dell’iniziazione cristiana: abilitare i preadolescenti a una vita da cristiani adulti e consapevoli. Oggi quest’iniziazione si chiude in un’età precoce, non considerata di adultità; quindi dobbiamo iniziare a un percorso di vita, ma sapendo di essere ancora dentro un cammino di crescita ben lontano dall’età adulta.

Tuttavia, quest’ultimo aspetto non ci deve spingere a trattare i ragazzi come dei bambini, perché oramai sono sempre più forti i segnali che nell’età della preadolescenza i ragazzi si relazionano con cose “da grandi”, anche se non sempre in maniera adatta. È il caso del bullismo, dell’uso di sostanze, dell’uso errato della propria fisicità, ma anche dei casi di ragazzi “normali” che diventano grandi a causa di problematicità presenti in famiglia. Vogliamo partire dal volto  di cristiano adulto per proporre dei percorsi adatti ai preadolescenti, nel rispetto della loro età, senza farne né dei bambini né degli adulti in miniatura.

Ed è proprio questo volto di cristiano adulto che mi dice le quattro ruote motrici. Quattro dimensioni che si ripetono sempre, al di là dei contenuti. Quattro dimensioni che sono quindi fondative.

Sono quattro verbi: narrare, abitare, amare, pregare.

Le 4 ruote motrici

NARRARE. Il cristiano è chiamato a narrare la propria vita alla luce della storia di Gesù, e a narrare la storia di Gesù alla luce della vita di tutti i giorni. Quel che fa crescere la persona non è l’esperienza in sé, quanto il senso che le si dà. Si chiama rielaborazione, ed è una rilettura del proprio vissuto, per dargli un senso in vista del futuro. È una vera opera di sceneggiatura della propria vita!

Educare a narrare significa educare i ragazzi all’ascolto, alla rielaborazione del proprio vissuto e alla memoria consapevole. Sono tre elementi che si ritrovano anche nella vita del cristiano: l’ascolto della Parola, la conversione di vita e la liturgia, memoriale di ciò che Gesù ci ha lasciato.

ABITARE. Se davvero siamo fatti a immagine di Dio, allora dobbiamo ricordarci che Dio stesso ha scelto di incarnarsi, e ha scelto di farlo per la bellezza del Suo creato. Abitare significa mostrare che Dio si sporca le mani; per questo un vero cristiano non si accontenta delle parole.

Abitare significa far passare i propri valori attraverso la quotidianità, con chi incontro ogni giorno, con chi vive di fianco a me.

Educare ad abitare significa aiutare i ragazzi a diventare responsabili, cioè abili a rispondere delle proprie azioni. La via maestra è insegnare l’arte di prendersi cura. Delle cose, delle situazioni, degli spazi. Facendolo da protagonisti. Perché mi prendo cura di dove abito perché sono io che abito lì.

AMARE. Ma come ama Dio. Perché Dio ci spinge a osare, a osar pensare che noi, immersi in questa vita, dov’è impossibile non sbagliare, ma fatti a Sua immagine e somiglianza, possiamo sempre puntare più in alto. Dunque, il tentativo di amare in modo disinteressato, di amare chi sta male o è più debole, di amare anche chi non ci riamerà, ci aiuta a vivere meglio la nostra vita.

E poi c’è un punto di contatto tra l’amore di Dio e il periodo della preadolescenza: la follia del primo, che ama anche quando corre il rischio di non essere riamato, che accoglie tutto, non assomiglia molto all’incoscienza del secondo?

PREGARE. La preghiera è una relazione.  Non è solo sforzo nostro, è incontro con Gesù, con Dio.

Ed è stato Gesù a insegnarci a pregare, a spronarci a farlo e a testimoniare come si vive quest’incontro diretto e personale con Dio. Un incontro che sì, ha le sue formule, ma che devono scaturire dalla vita quotidiana, come il pane chiesto nella preghiera che Lui stesso ci ha insegnato.

Per questo motivo, in un percorso d’iniziazione cristiana, una mini-scuola di preghiera, che ne mostri la bellezza e i suoi tanti volti, può lasciare un buon ricordo della preghiera.

Perché 4×4?

Ognuno dei 4 verbi è presente con un suo incontro specifico nel mese.

  • Incontro NARRARE: ogni mese una storia con il suo filo rosso mi apre alle tematiche. Lavorando su una storia altra da me, lavoro sulla mia storia e sulla storia di Gesù;
  • Incontro ABITARE: un incontro con un’esperienza di cittadinanza attiva (ripulire un luogo comune, incontrare degli anziani soli, ecc.);
  • Incontro AMARE: un’altra esperienza legata più alla dimensione caritativa (raccogliere fondi per la missione, aiutare dei malati, ecc.);
  • Incontro PREGARE: una mini scuola di preghiera che porti i ragazzi a vivere bene dei momenti di preghiera molto curati, perché si impara a pregare pregando.

Ma a questa linea temporale si applica un altro ciclo: tutti e 4 i verbi sono presenti a tutti gli incontri, proprio perché sono dimensioni legate all’umanità totale. Ecco allora che nell’incontro dell’abitare i ragazzi saranno chiamati a narrare attraverso dei social.

L’importante è cambiare marcia con i preadolescenti: più esperienza e tempo per rielaborare, più legame tra annuncio di Gesù e vita dei ragazzi, più legame tra preghiera (e liturgia) e azione.

Ci chiede più lavoro, certo. Ma ci avvicinerà alla modalità di Gesù: annunciare in mezzo alla vita, toccando la vita.

Questo è il metodo 4×4, un metodo che richiede un’auto 4×4 e un autista in gamba.

Il catechista è chiamato a essere autista in gamba, che cambia marcia in base alla strada, che sa capire che tutte le 4 ruote sono importanti: se preghi e non ami e non abiti, la tua preghiera è vuota; se abiti senza preghiera, sei un brav’uomo ma non un cristiano, non uno che sa trarre fonte da Dio per il suo agire; ecc.

L’auto invece è l’insieme degli strumenti per poter guidare 4×4. Per questo motivo un’equipe di AnimaGiovane, in collaborazione con l’associazione Sider di Alghero (SS) e all’associazione Relattiva di Monreale (PA), hanno creato uno strumento 4×4 da applicare al sussidio estivo “Si Va in Scena”. Uno strumento per trasformare il sussidio per centri estivi in sussidio catechistico per preadolescenti. Uno strumento con tutti i materiali per applicare i 4 verbi della metodologia. Il tema trasversale è la vocazione, la risposta dell’uomo alla chiamata di Dio. Nel sussidio completo troverete: il metodo 4×4, la scansione per tutti i mesi e i materiali per ciascun incontro per il mese, i collegamenti con l’anno liturgico, i collegamenti con il catechismo “Sarete miei testimoni”, i collegamenti con la celebrazione del sacramento della Cresima.

Finalmente il sussidio sta per uscire. Seguite il nostro STORE e i nostri social e per maggiori informazioni scrivete a prontoanimatore@animagiovane.og  

Gigi Cotichella

Autore: Lo Spiazzo

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