REGALATI…

Alla fin fine è una questione di accento. Perché puoi leggerlo come REGÀLATI o REGALÀTI.

REGALÀTI. L’identità del catechista. Perché alla fine è tutto un dono.

È un dono il tempo che il catechista regala. Un tempo multiplo perché c’è l’incontro con i ragazzi e l’incontro con gli altri catechisti, la formazione parrocchiale e quella diocesana, oltre a tutto il tempo per preparare gli incontri!

È un dono il catechista stesso, che Dio fa alla comunità e che la comunità ridà ai ragazzi.

È un dono Dio. Il dono di cui il catechista dovrebbe fare eco come dice il nome catechesi: ha ricevuto Dio e lo ridona ai più piccoli.

Ed essere dono diventa fondamentale. E per saper come si deve essere dono basta pensare ai doni poco graditi che possiamo ricevere a Natale:

il regalo poco sentito. I ragazzi non vengono a catechismo perché credono fermamente e vogliono saperne di più. Se non senti tu il regalo, loro non lo sentiranno mai.

il regalo riciclato. Anche se hai qualche cavallo di battaglia che ogni tanto riproponi perché funziona, non puoi mai ridarlo senza rinnovarlo un po’: ogni fotocopia è sempre una copia un po’ sbiadita dell’originale, se fotocopi lo stesso incontro da vent’anni…

il regalo senza relazione. Ai ragazzi interessa solo quello che è proposto da qualcuno che si interessa a loro. Prima del regalo (che comunque ci devono essere) pensa a costruire la relazione con loro, così sceglierai meglio come fare il regalo. Imporre ciò che piace a te è come dire che fai il regalo a te e non a loro.

il regalo inutile. I regali non collegati alla tua vita, che non sanno i tuoi gusti, che non ti conoscono… sono tutti regali inutili. Non fare dell’incontro del catechismo un incontro così. Perciò collegalo alla loro vita, intercetta i loro gusti, parti da dove sono loro. Non si tratta di annacquare

il regalo preconfezionato. È quello che dice che hai fatto il tuo regalo. Hai seguito il programma. Hai fatto l’incontro perché dovevi farlo. Ma dov’era la tua identità, la tua passione, la tua storia?

Ecco allora arrivare il secondo accento.

REGÀLATI. Diventa regalo, diventa dono, diventa te stesso.

Regàlati a loro. Sarete ricchissimi, perché quello che è donato nessuno te lo può più rubare e perché è così che si crea un tesoro nei cieli.

Regàlati a Dio. Cerca un relazione costante con Lui. Dagli tutto: anche le ansie, le paure, le arrabbiature, le incomprensioni. Lui sa come trattarle.

Regàlati alla tua comunità. Così non vivrai più con frustrazione le tante richieste, perché sei tu che doni e quindi resti protagonista. E i protagonisti non sono mai sfruttati.

Regàlati alla tua famiglia. Portala con te mentre fai catechismo. Porta i tuoi ragazzi nelle discussioni a tavola. Fai capire ai ragazzi che è grazie alla tua famiglia se puoi donarti a loro. Così facendo non ti dimenticherai della tua famiglia per fare catechismo e il fare catechismo ti arricchirà per la tua famiglia.

Regàlati a te stessa. La formazione non è un peso: ogni passo che fai resta comunque a te. La collaborazione non è un peso: è investire in una rete di aiuti. Quelle piccole pesti non sono un peso: sono il tuo pass per il paradiso. Regàlati un sorriso, regàlati un applauso, regàlati un grazie condiviso con Dio.

È bello fare catechismo sai? Come un regalo… atteso, azzeccato, prezioso.

Buon Natale.

Luigi Cotichella

Autore: Lo Spiazzo

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