L’albero di Natale: sempreverde, come la famiglia

Poche attività sono più “familiari” dell’allestimento dell’albero di Natale. Per molte famiglie è una tradizione, con un giorno preciso in cui va fatto e decorazioni che magari sono già passate da una generazione all’altra. Anche paesi e città intere hanno ormai l’usanza di allestire un albero di Natale cittadino nella piazza principale, e la sua accensione è diventata per molti un’occasione di festa.

Forse perché un tempo l’Europa era ricoperta di foreste, qua l’albero ha sempre avuto questa connessione con la vita e i momenti di festa. Come la vita, che si rinnova in continuazione, così anche l’albero fa fiori e frutti, poi si spoglia in inverno per tornare di nuovo a gemmare in primavera. Ma l’albero ci connette anche con il divino, con i suoi rami che svettano verso il cielo; ed è stato anche un alleato prezioso, perché con quei stessi rami ci ha dato la possibilità del fuoco e della luce, e quindi della civiltà.

E questo era vero più che mai nella notte del solstizio d’inverno, la notte più lunga dell’anno. In tante civiltà europee pre-cristiane c’era infatti la tradizione di portare un ceppo in casa e tenere acceso il fuoco tutta la notte, come simbolo e ricordo che anche nei tempi più bui la luce non solo sarebbe sopravvissuta, ma presto sarebbe di nuovo tornata, più luminosa di prima.

In questo senso, allora, proprio questa tradizione familiare è il simbolo più appropriato della famiglia.

Innanzitutto perché, così come l’albero era considerato pilastro del mondo, anche la famiglia è stata nostro pilastro nell’infanzia e nella crescita. Ci ha dato sostentamento fisico ed emotivo, quell’amore e quella sicurezza che sono necessari per aprirsi alla vita; ci ha tramandato valori e modelli di vita, che abbiamo poi contestato oppure fatto nostri, ma che sono comunque stati indispensabili per capire come volevamo essere noi come adulti. E al tempo stesso, proprio perché la famiglia è per lo più composta da adulti, la loro “adultità” ci ha sempre rimandato a un futuro, il nostro, che da bambini ancora non potevamo vedere, e che eppure era già presente attraverso i nostri genitori.

Ma l’albero di Natale non è un albero qualunque: è un sempreverde, un albero quasi magico, perché è l’unico a non perdere le foglie durante l’inverno. E così anche la famiglia rimane, resiste, nella gioia come nella tristezza, e ci dice che anche quando saremo giù o avremo bisogno di aiuto, altri ci saranno a tenere duro assieme a noi e a ricordarci che dopo l’inverno una primavera seguirà sempre.

E infine, l’albero è di Natale perché lo decoriamo: dal puntale ai festone, dalle luci ballerine alla frutta secca… Insomma, se pure le decorazioni sembrano sempre le stesse, è vero anche che nessun albero è mai uguale all’altro e che ogni famiglia segue la sua tradizione, o ne inventa una nuova, quando si tratta di prepararlo alla festa. E così anche ogni famiglia è diversa, pur essendo uguale nell’essenza; ma proprio questa diversità l’arricchisce e la rende solamente, unicamente nostra.

Autore: Bianca Bressy

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