Firenze non vieta ma offre un’ opportunità

Secondo i dati dell’Ispra sono quasi ottantamila i beni culturali italiani a rischio frana o alluvione, al primo posto quelli di Firenze e Roma. Ma purtroppo le catastrofi naturali non sono l’unico pericolo che incombe sulle bellezze della nostra Italia: quello dei frequenti atti vandalici è un problema altrettanto invasivo, e tentare di elencare i più dissacratori che si sono verificati negli ultimi anni sarebbe certamente superfluo e riduttivo; in ogni caso è indubbio l’ignoranza e l’ingratitudine la fanno da padrone.

Come fare? A questo proposito, Firenze ha pensato e concretizzato una bella iniziativa di tutela del territorio, datata 2016, scegliendo il virtuale come prevenzione e rimedio al vandalismo. Il nome del progetto è “Autography”; si chiama così perché i visitatori da circa 1 anno possono lasciare via tablet o smartphone, un graffito digitale con una dedica, la data della propria visita a Firenze o, appunto, la propria firma. Niente più scarabocchi sulla pietra o sul marmo quindi, ma cinque postazioni sulla Cupola e sul Campanile per lasciare una traccia di sé in questa meravigliosa città. Inoltre, chi vuole può stampare ciò che ha realizzato su una cartolina preaffrancata, da spedire a familiari. Il servizio, che comprende la stampa e la spedizione, costerà 2,50 euro. Gli organizzatori hanno constatato con grande soddisfazione che dalla prima installazione, che risale al marzo 2016, i “graffiti virtuali” sono stati più di ventottomila, già raccolte in volumi stampati.

Di conseguenza, c’è stata in pochissimo tempo una sensibile riduzione delle scritte sui muri, che in passato deturpavano la bella Firenze.

Dietro questa iniziativa c’è prima di tutto l’obiettivo di salvaguardare un enorme patrimonio culturale, che altrimenti continuerebbe ad essere vergognosamente svilito insieme ad anni e anni di storia. La tutela non è il solo risvolto positivo di “Autography”: in questo caso la tecnologia ha un valore educativo indiscusso; infatti il grande numero di graffiti virtuali raccolti in così poco tempo indica che, salvo qualche caso recidivo, forse le persone possono “guarire” dal vandalismo con una certa facilità.

Forse il vero problema è che le grandi città d’arte, patrimonio della cultura italiana, non abbiano pensato prima a progetti di questo tipo. Molto spesso la prima mossa che abbia il sapore di “tutela” è il divieto: quindi via ai cartelli che impediscono di imbrattare o danneggiare i muri, i quadri, le sculture. Certamente chi pensa sia sufficiente una transenna o un cartello fa molto affidamento sul senso di civiltà e il sulla ragionevolezza delle persone; ma a giudicare dai ripetuti atti vandalici non basta!

Firenze in questo caso offre uno spunto importante: andare oltre il divieto, al contrario dare la possibilità di lasciare traccia di sé in modo costruttivo e allo stesso tempo coinvolgere i visitatori. Certo, vietare impone rispetto e una certa disciplina, che in molti casi non si possono insegnare. Allora, perché non “prendere vandali in contropiede”? Soddisfiamo la loro voglia di dire “sono stato qui” e lasciare un segno indelebile, ma violando la cultura.

Chissà che attraverso questa iniziativa non riesca a passare anche un altro messaggio: “abbiamo a disposizione un patrimonio culturale unico e prezioso; non danneggiarlo è un atto d’amore verso di esso; apprezzarlo e farne anche oggetto di studio è un atto d’amore verso di te”.

Alice Filipponi, social media manager, definisce la possibilità di trasformare il proprio messaggio digitale in una cartolina: «Un’opzione pensata per arricchire l’esperienza di visita e per recuperare l’esperienza di condivisione anche al di fuori dei canali virtuali, interagendo, però, con la natura digitale della app». Recuperare la condivisione è un altro aspetto da non sottovalutare: prima di tutto il visitatore si sente inserito in un territorio che non è il suo d’origine, ma per il periodo del soggiorno diventa un po’ suo. Viceversa, il turista diventa un po’ parte di una comunità, anche attraverso il segno che lascia.

Anche inviare una cartolina con una dedica, un pensiero o una semplice firma ha un valore educativo, perché può dire «Tu, destinatario, apprezza con me queste bellezze»; è un modo originale e costruttivo per diffondere un pezzo di storia italiana, non solo in giro per la nostra nazione ma per il mondo.

Ma allora, perché aspettare? Perché non prendere spunto dalla nostra Firenze a quanto pare non smette mai di insegnare e adottare i graffiti digitali a Milano, Torino, Roma, Ravenna, Ferrara, Caserta e tante altre città? Da Nord a Sud certamente le bellezze da salvaguardare non mancano.

Autore: Federica Crovella

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