#BuonePrassi.LoSpiazzo

RICREIAMOCI!

Quando l’intervallo si trasforma in solidarietà

Ricreazione: una parola che per qualcuno evoca lo svago, i giochi con i compagni di classe, le confidenze e le chiacchiere, per altri purtroppo anche una presa in giro o una sensazione d’isolamento. Di sicuro tutti lo consideriamo l’opposto della lezione, e cioé un tempo non strutturato o “mirato” a raggiungere qualcosa, quanto invece le ore trascorse sui banchi.

Eppure, la ricreazione uno scopo ce l’ha: ri-creare, offrire cioé un tempo e uno spazio dopo un’attività o un’esperienza per poterla digerire e rielaborare. A scuola è in quel quarto d’ora che si liberano tutte le emozioni e i pensieri imbottigliati, dedicandosi ad altro che non siano gli argomenti fatti a lezione; solo dopo si può respirare, e dare respiro al vissuto, così da poterlo rielaborare con una distanza nuova e trasformarlo in un’opportunità per apprendere.

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DOVE DAR VOCE ALL’ATTENZIONE PER GLI ALTRI?

A Torino con il baule e la veste della carità

L’iniziativa…

Torino. Parrocchia di Sant’Alfonso, non troppo lontano dal centro della città: entrando in Chiesa ci si imbatte in un baule aperto ai piedi dell’altare. Un articolo del 16 dicembre su L’Avvenire spiega nel dettaglio le ragioni di questa iniziativa:

«Un vecchio baule aperto sotto l’altare da qualche domenica aspetta il suo tesoro, la sua ricchezza da custodire… Non raccoglie né cibo, né vestiti, né soldi, solo piccoli quadrati di stoffa accompagnati da un biglietto. […] Perché ogni pezzo di stoffa che vi viene deposto corrisponde ad un gesto, ad un’azione compiuta per il bene di un’altra persona. Quell’invito ad amare i poveri “con i fatti” scelto come slogan per la Giornata mondiale dei poveri lo scorso 19 novembre, diventa con il simbolo del baule, invito e impegno concreto di una intera comunità a mettersi in gioco.

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BENVENUTO “AUTOGRAPHY”!

Firenze non vieta ma offre un’ opportunità

Secondo i dati dell’Ispra sono quasi ottantamila i beni culturali italiani a rischio frana o alluvione, al primo posto quelli di Firenze e Roma. Ma purtroppo le catastrofi naturali non sono l’unico pericolo che incombe sulle bellezze della nostra Italia: quello dei frequenti atti vandalici è un problema altrettanto invasivo, e tentare di elencare i più dissacratori che si sono verificati negli ultimi anni sarebbe certamente superfluo e riduttivo; in ogni caso è indubbio l’ignoranza e l’ingratitudine la fanno da padrone.

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ANCHE A PRANZO S’IMPARA

Caritas e mensa scolastica educano a non sprecare

Il Progetto

Soprattutto negli ultimi anni, la questione dello sperpero del cibo è diventata cara al nostro paese: infatti, il 14 settembre 2016 in Italia è entrata in vigore la Legge anti-sprechi alimentari. Alcune scuole d’Italia hanno dato vita a dei progetti che danno prova di quanto sia ormai un argomento di importanza condivisa.

Qualche esempio?

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L’APERITIVO IN CAMBIO DI UN LIBRO

Un circolo che nasce dalla cooperazione

Avreste mai pensato che si potesse offrire un aperitivo e in cambio chiedere in dono un libro? E addirittura che i libri raccolti potessero diventare la biblioteca di un circolo torinese? È successo in via Bari 22, dove dal mese di maggio è nato il B-locale, grazie al prezioso contributo di scrittori e artisti.

L’intervento di vari enti porta alla condizione ottimale per aprire questo locale alquanto singolare. Quando le mura che oggi sono il B-locale rischiano di ospitare una sala slot, l’associazione Torinoir, che racconta i cambiamenti della città attraverso il romanzo giallo-noir, si oppone; il gruppo di giovani ideatori partecipa al bando indetto da Arci e Banca Etica, il progetto viene accolto con entusiasmo dal comitato di Torino e scelto tra i dieci migliori in Italia.

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SAVE “THE CIMBRO”

Luserna: ultima isola linguisica che non crolla

Un po’ di storia e qualche curiosità

Luserna: a quaranta chilometri a Sud-Est  di Trento è una città nota per essere l’ultima isola linguistica cimbra. Infatti, in questa comunità il cimbro è ancora parlato dalla maggior parte della popolazione, a differenza dei comuni vicini in cui si è del tutto estinto.

Il termine “cimbro” apparve per la prima volta in uno scritto datato 1314, usato in riferimento alla città di Vicenza ed è l’italianizzazione della parola zimbar, che i parlanti stessi usano per identificare la propria lingua.

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ORIENTAT(T)IVAMENTE

Un open day con gli studenti del liceo

Di biblioteche ne abbiamo già descritte di tutti i tipi: da giardino o marciapiede, di condominio, di oggetti… però ci mancavano quelle viventi!

Da due anni StudyinTorino, il progetto del Comune per assistere gli studenti che vogliono trasferirsi a Torino per studiare, organizza “Ready Steady StudyinTorino”. Un evento di orientamento un po’ diverso dal solito, perché qui gli studenti del IV e V anno delle superiori possono consultare la Living Library: un vero e proprio “catalogo” di studenti universitari, provenienti dalle diverse facoltà e realtà accademiche della città, con cui i ragazzi possono conversare per farsi un’idea più precisa non solo del corso di studi, ma anche dell’esperienza stessa di dedicarsi a quel specifico percorso.

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CINQUE LETTRICI SUI GENERIS

Un progetto, un crocevia di relazioni

Cinque studentesse, un assessore alla cultura e un bibliotecario, uniti per un progetto particolare. Dove? A partire dalla Biblioteca Umberto Eco di Nizza Monferrato. Qui i libri non restano riposti su di uno scaffale, perché le cinque ragazze portano fuori la cultura che si concentra in questo luogo: leggono fiabe e romanzi in alcuni asili e una casa di riposo. 

In un’intervista a La Stampa hanno raccontato l’entusiasmo e la curiosità dei bambini nell’ascoltare le fiabe e l’emozione degli ospiti della casa di riposo, che durante la lettura di alcuni romanzi hanno rievocato episodi di vita vissuta.

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DI BRICO, BRICCHI E BRIC-À-BRAC

Un bar contro l’obsolescenza

“Senti, facciamo così: portiamo quel tuo vecchio ferro da stiro al bar, così mentre lo ripariamo ci prendiamo un caffè”.

Vi suona strano? Non a Torino, specie se girate dalle parti di Via Baltea. Sì, scritto con le iniziali maiuscole, perché non è solo l’indirizzo ma anche il nome di questo progetto che da anni coinvolge il quartiere Barriera e non solo con le sue iniziative. Ci sono un bar sociale, un kitchen club, una scuola di jazz e altro ancora… ma il laboratorio di cui si parlava all’inizio si svolge il mercoledì dalle 15 alle 18, quando il bar si trasforma in un vero e proprio “centro di riparazione” per chi non vuole buttare vecchi elettrodomestici o pensa di convertirli ad altro uso.

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