#Pensiero.LoSpiazzo

UN ANNO DA ANIMATORI! #9

Anche maggio può definirsi mese degli animatori, ma forse un po’ più degli altri perché nasconde un segreto. Per scoprirlo, però, bisogna prima capire tutte le caratteristiche di maggio.

Maggio è in primavera inoltrata, sa di estate; ricorda che il bello dell’animazione è portare a compimento i frutti che essa promette. Inizia con la Festa del lavoro, come a ricordare a ogni animatore che vivere l’animazione con passione richiede fatica, impegno, lavoro appunto. In mezzo ha poi la festa della mamma, che come un campanello ci ricorda che sì, animiamo bambini e ragazzi, ma se non tocchiamo le famiglie e la comunità, il territorio e la società, allora a ben poco vale la nostra animazione.

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UN ANNO DA ANIMATORI! #8

Quest’anno la tentazione social è stata molto forte: postare una foto di un risorto o di un sepolcro con la pietra srotolata e scriverci sotto, a commento: “Non è un pesce d’aprile!” La data di Pasqua, infatti, coincidente con il giorno della burla per eccellenza, si prestava molto a questo messaggio che forse qualcuno ha veramente realizzato.

In realtà, proprio mentre pensavo a queste cose, ho realizzato che l’animatore è il più grande pesce d’aprile che esista al mondo, ma al contrario, e che aprile è il mese dell’animatore per eccellenza. E questo lo dico, per chi mi conosce, non perché io sia nato ad aprile.

Ma andiamo con ordine.

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NON DI SOLE PAROLE

Una ragazza musulmana caccia i pregiudizi col fumetto

Storie di persone che professano svariate religioni e culture, discriminazione, diritti dell’infanzia e diritti umani: tutto questo e molto altro racconta Takoua Ben Mohamed, ragazza di ventisei anni originaria del Sud della Tunisia.

Ma Takoua è la prova che raccontare non sempre è sinonimo di narrare a parole o per iscritto, non sempre vuol dire necessariamente usare le parole: infatti i suoi sono racconti a fumetti, per raccontarsi e raccontare usa il disegno.

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UN ANNO DA ANIMATORI! #6

Animatori, tornate in oratorio!

Non solo perché l’estate si avvicina, non perché Pasqua si avvicina, non perché inizia a fare un po’ meno freddo, non perché c’è carnevale e in cortile ci sono i coriandoli da spazzare. Anche.

E poi, se è il gioco il primo mestiere dell’animatore, allora è il carnevale ad essere l’apoteosi della sua attività. Il carnevale è un termine latino «carnem-levarem», e coincide proprio con la Quaresima cristiana, in cui è preferibile non mangiare carne, in preparazione della Pasqua.

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UN ANNO DA ANIMATORI! #5

Cosa fanno gli animatori a gennaio?

Prima di tutto, se lo chiedono. Come gruppo e singolarmente, prima di tutto come cristiani, sono tante le domande che ci si pone all’inizio di un nuovo anno. Un 2018 che prende vita dalle esperienze maturate nei dodici mesi trascorsi, e dai progetti che attendono una nuova linfa, e dà vita a tutto ciò che la comunità vivrà nelle prossime quattro stagioni. Gennaio è il tempo delle speranze più vive, dei buoni propositi, della presa di impegni e di posizione; probabilmente, anche il mese in cui si perde qualche cattiva abitudine e si pensa al cambiamento. È per questo che gennaio può sembrare tutto raggiungibile in quattro e quattr’otto, anche partendo da un paio di appunti scritti rapidamente sul retro di un volantino. Ma attenzione, perchè gennaio è anche il mese dei cosiddetti “Giorni della merla”: il 29, il 30 e il 31. Per tradizione, sarebbero i giorni più freddi e bui dell’anno. Altro che Blue Monday e Black Friday.

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A CHRISTMAS SPECIAL

L’albero di Natale: sempreverde, come la famiglia

Poche attività sono più “familiari” dell’allestimento dell’albero di Natale. Per molte famiglie è una tradizione, con un giorno preciso in cui va fatto e decorazioni che magari sono già passate da una generazione all’altra. Anche paesi e città intere hanno ormai l’usanza di allestire un albero di Natale cittadino nella piazza principale, e la sua accensione è diventata per molti un’occasione di festa.

Forse perché un tempo l’Europa era ricoperta di foreste, qua l’albero ha sempre avuto questa connessione con la vita e i momenti di festa. Come la vita, che si rinnova in continuazione, così anche l’albero fa fiori e frutti, poi si spoglia in inverno per tornare di nuovo a gemmare in primavera. Ma l’albero ci connette anche con il divino, con i suoi rami che svettano verso il cielo; ed è stato anche un alleato prezioso, perché con quei stessi rami ci ha dato la possibilità del fuoco e della luce, e quindi della civiltà.

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A CHRISTMAS SPECIAL

Lo sport come una tela lucente       

Giuseppe e Maria credevano che nessuno li avesse visti quando si sistemarono nella grotta dove nacque Gesù, ma secondo una leggenda un testimone c’era. Di chi stiamo parlando? Un piccolo ragno, che ciondolava da un filo all’entrata della caverna. Sapeva che tanti altri animali avevano fatto un dono a Gesù e voleva fare altrettanto, così il piccolo animaletto, all’apparenza insignificante e per noi anche un po’ ripugnante, decise di contribuire facendo la sola cosa che gli si addiceva: tessere la sua tela di fronte all’entrata della caverna.

Un dono semplice ma significativo. La brina bianca ricoprì i fili, nascondendo l’entrata della grotta, e quando un drappello di soldati di Erode arrivò su quel sentiero, notando la ragnatela intatta davanti all’ingresso della caverna, passarono oltre: di certo il bambino non poteva trovarsi lì dentro

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A CHRISTMAS SPECIAL

A Natale siamo tutti più buoni.

Buon Santo Natale a tutti gli animatori, perché sono loro a condire gli oratori, i grest e i centri nei quali portano il loro servizio con lo spirito giovane che li caratterizza. E soprattutto durante il Natale, quando sembra tutto spento, ognuno indaffarato negli impegni della vita quotidiana, l’animatore con il suo gruppo sa farsi portatore di un modo di vivere il Natale non solo cristiano, ma gioioso.

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A CHRISTMAS SPECIAL

Una scena per coinvolgere, una comunità per raccontare

Tradizionale o moderno, di legno o di plastica, piccolo come una tazzina da caffè o grande quanto una città: di tipi di presepe ce ne sono centomila, ma la festa è sempre una sola.

Quella del presepe è una tradizione antica, che rievoca e racconta la Natività attraverso le immagini, o più precisamente attraverso una messa in scena. Una messa in scena che una volta lo era realmente, nel senso che erano persone vere, in carne e ossa, a recitare la Natività di fronte ad altri, rendendola così accessibile e coinvolgente per la comunità in una maniera molto particolare. Una messa in scena che adesso avviene più spesso attraverso statuette poste nell’intimità della casa, e in pubblico più raramente.

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A CHRISTMAS SPECIAL

REGALATI…

Alla fin fine è una questione di accento. Perché puoi leggerlo come REGÀLATI o REGALÀTI.

REGALÀTI. L’identità del catechista. Perché alla fine è tutto un dono.

È un dono il tempo che il catechista regala. Un tempo multiplo perché c’è l’incontro con i ragazzi e l’incontro con gli altri catechisti, la formazione parrocchiale e quella diocesana, oltre a tutto il tempo per preparare gli incontri!

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