Le Arti per rappresentare il Decalogo

La scorsa settimana abbiamo passato in rassegna i primi quattro comandamenti, proponendovi, per ciascuno, un’opera artistica da cui partire per una riflessione sul suo significato. Proseguiamo con altri tre comandamenti, per chiudere il Decalogo nell’articolo della prossima settimana.

IL QUINTO e IL RACCONTO BIBLICO

Il quinto comandamento prescrive di non uccidere: per parlarne, si può usare una parabola. Eh sì, perché Gesù è stato anche un artista del racconto, producendo delle vere e proprie opere d’arte come effettivamente sono definibili le sue parabole!

Nel caso specifico, proviamo a prendere il racconto della “parabola dei vignaioli”. Dopo aver fatto notare che il padrone rappresenta ovviamente Dio e che, a causa dell’egoismo dell’uomo, non vede i frutti del suo lavoro, il catechista può soffermarsi sul tema dell’omicidio e su quali accezioni può assumere. I servi prima ed il figlio poi, inviati per raccogliere i frutti del padrone, sono accolti con violenza dai vignaioli, che addirittura diventano assassini. La parabola mostra tutta la crudezza derivante dal rifiuto dell’uomo alla salvezza offerta da Dio (con la venuta di Cristo. Che è quel figlio riguardo al quale i vignaioli dicono: “Venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità”). L’uccisione quindi si può leggere come oltraggio fisico, materiale, ma spesso può anche essere un’azione metaforica: si può uccidere una persona anche con le parole. Uccidere, fisicamente o moralmente, significa impedire alle potenzialità altrui (e proprie!) di germogliare; non curare e raccogliere i frutti vuol dire non dare cura e attenzione a ciò che ci circonda.

Proponete ai ragazzi di scrivere un breve ma sincero bigliettino di scuse da scrivere su un foglietto disegnato a mo’ di cerotto. L’impegno è quello di consegnare queste scuse ad una persona offesa in precedenza (compagno di catechismo, genitori o fratelli a casa, compagni di scuola, amici vari…). L’ideale sarebbe poter utilizzare delle etichette adesive da cartoleria, in modo da poterle anche applicare sul cuore della persona cui si vuole chiedere scusa. Ovviamente, in questo caso, utilizzate solo etichette la cui colla adesiva non sia invasiva né sulla pelle, né sugli abiti.

IL SESTO e LA LIRICA

Sesto comandamento: «Non commettere atti impuri». A quest’età, preadolescenti e adolescenti stanno appena iniziando a scoprire (o a sentir parlare) della sfera sessuale: una scoperta che li apre a un tipo di relazione completamente diversa da quelle vissute finora. L’innamoramento comincia spesso per un impulso; perché diventi una relazione, basata sul rispetto e sulla consapevolezza, l’essere umano ha tuttavia bisogno di imparare a dominare se stesso e le proprie passioni, anziché abbandonarsi ad esse. Se così non fosse, l’altro sarebbe solo più un oggetto per soddisfare se stessi e non una persona da conoscere, rispettare, amare.

È quello che purtroppo succede nella “Madama Butterfly”, dove la giovanissima Cho Cho-san è solo “un’avventura”, un “giocattolo esotico” da ottenere per il gusto della conquista, come catturare una farfalla e appuntarla su un foglio con uno spillone, anziché ammirarne e rispettarne la bellezza, lasciandola libera.

Con i ragazzi, che siano già in una relazione o meno, possiamo chiederci in che modo possiamo rispettare l’altro o l’altra o come invece rischiamo di privarlo di questo diritto, facendo riferimento anche alle esperienze quotidiane e alle relazioni che già vedono nelle loro vite.

La Chiesa ha riformulato il Comandamento nella forma catechistica: «Non commettere atti impuri», perché inizialmente la dicitura era “Non commettere adulterio” (vedi CCC, dopo il n. 25).

Dunque, il comandamento come lo citiamo oggi, parafrasando il teologo Giordano Muraro, fa riferimento a quel contenitore di gesti che umiliano il corpo; corpo invece fatto per creare relazioni e vita. E che purtroppo viene invece ridotto a semplice oggetto di piacere.

“Qualunque sia la formulazione” specifica Muraro, “il comandamento dice che la sessualità deve essere vissuta come gesto di amore tra persone […] nel rispetto della persona e del significato del gesto”. Ovviamente il teologo fa specifico riferimento alla coppia unita in matrimonio, ma già in età adolescenziale è utile cominciare a presentare ai ragazzi i vari temi di sessualità, affettività e coppia, con un minimo (e proporzionato) senso di prospettiva, per non dire già di progettualità.

Come impegno, i ragazzi possono pensare a uno o due gesti concreti che possono fare per dimostrare di saper tenere in giusta considerazione sia il proprio corpo, sia quello degli altri. Sostanzialmente, è una sorta di impegno al rispetto della fisicità propria e altrui, nonché al rispetto delle emozioni affettive che si possono provare a quell’età.

IL SETTIMO e I CARTOON

«Non rubare» è il settimo comandamento: proponiamo di riflettere con i ragazzi sul perché si ruba e che cosa. La forma più comune di furto consiste nel sottrarre dei beni materiali, ma chi toglie la serenità ad altri, o non rispetta valori come la bontà o l’attenzione e la cura per l’altro, “ruba allo stesso modo”, perché nega la felicità.

Usiamo il cartone animato per far capire come l’atto di rubare abbia varie sfumature e accezioni negative. Quello della Banda Bassotti è un caso di furto che con il tempo diventa abitudine, vizio incancrenito; infatti, l’unico loro scopo è rubare il denaro di zio Paperone. Crudelia Demon ruba invece per tornaconto personale, per avere un guadagno, per di più ingannando una persona che la credeva amica. Diverso è il caso di Robin Hood, che ruba per dare ai poveri, per fare del bene, per un “riequilibrio sociale”. Un furto non materiale ma diremmo più “etico-morale” è quello della matrigna di Cenerentola, che cerca di rubare la libertà, i diritti, le speranze e la felicità di una persona non presa nella giusta considerazione.

Provate a fare un cartellone su cui ogni ragazzo può attaccare il proprio foglietto su cui ha scritto (o meglio: disegnato) un tipo di furto che avviene nel mondo o vicino al “suo mondo” e che toglie alle persone, talvolta all’umanità intera, qualcosa di fondamentale per il benessere di tutti.

Nella prossima uscita, vi proporremo spunti artistici ed attività per gli ultimi tre comandamenti.

Bianca Bressy e Federica Crovella

Autore: Federica Crovella

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