Con questa uscita, terminiamo la “trilogia” sui 10 comandamenti rivisitati con la visione che ci propone il mondo delle arti. Nelle due uscite precedenti, potete trovare i primi sette comandamenti.

L’OTTAVO e la SATIRA

L’ottavo comandamento prescrive di non dire il falso. Come esempio di manipolazione della realtà, prendiamo le Pasquinate, fenomeno diffuso nel Quattro-Cinquecento. Si tratta di satire, in versi e in prosa, attaccate con bigliettini alla statua di Pasquino, a Roma.

Esse erano rivolte contro i papi e la Curia, o contro persone o costumi giudicati degni di biasimo. Con il tempo, anche certe calunnie prive di fondamento hanno finito per trovare terreno fertile in quest’usanza.

Oggi, quei motti di burla possono trovare equivalenza in una dichiarazione, o in uno sketch, o magari in un testo satirico a tema anticlericale, o politico. O in qualsiasi altra espressione artistica che abbia una particolare verve popolare, piuttosto salace, graffiante e anche ingiuriosa, o addirittura volgare.

Per far capire quanto dire il falso possa procurare gravi conseguenze, proponiamo ai ragazzi un’attività pratica: attaccare dei bigliettini ad una parete, su cui devono scrivere una bugia che è stata detta su di loro ed una che hanno detto a danno di altri, con annesse le conseguenze che sono seguite. Poi, nello stesso modo, i ragazzi possono raccontare di un caso in cui aver detto la verità ha dato un risvolto positivo alla propria o all’altrui giornata. Quest’attività ha lo scopo di far capire come dire la verità può fare del bene e serve a sottolineare come una bugia ha spesso conseguenze negative.

IL NONO e la MUSICA

Veniamo al nono comandamento: «non desiderare la donna d’altri». Possiamo partire da un famosissimo brano degli 883, “La regola dell’amico”, uscito nel lontano 1998, ma ancora attuale. Un tema della canzone è quello del rapporto “uomo-donna”, in particolare si riflette sulla possibilità o meno che tra i due ci sia un sincero rapporto d’amicizia, senza coinvolgimento amoroso e sessuale da ambo le parti. Come a volte accade nella realtà, invece, anche nella canzone si prospetta l’ipotesi che (in questo caso l’uomo) finga amicizia solo per secondi fini. Eppure, la conclusione è che l’amicizia con l’altro sesso non solo è assolutamente possibile, ma è soprattutto importante che in ogni rapporto ci sia un reale e limpido incontro, senza fraintendimenti, senza sottintesi, senza malizie, senza prese in giro. Senza desiderare un sentimento, o peggio: un fugace approccio, con chi condivide sentimenti con altre persone. E senza tradire con altri un sentimento che ci lega già ad una persona.   

Sono altrettanto importanti i temi della gelosia e del rispetto. «Vedo i lampi d’odio che tutti stan lanciando a te mentre stai entrando mano nella mano con lui…», «Io sarei il tipo giusto per lei»: è la cieca gelosia di chi non può avere una relazione amorosa; sono le critiche verso il compagno ed i suoi evidenti difetti; è la convinzione di poter essere la persona giusta per chiunque.

Sono dinamiche comuni e abbastanza ricorrenti, che indicano mancanza di riguardo verso l’altro; che parlano di donne viste solo come oggetti; che raccontano di individui che non sanno accettare le scelte altrui o non sanno tener fede alle proprie; che cantano della mancanza di rispetto. Ma si sa, il rispetto non va dato solo ad un “amico”, o solo per rispettare una sorta di “regola” da branco…

IL DECIMO e IL CINEMA

Concludiamo con il decimo comandamento. Certo, può sembrare una ripetizione del sesto: in un caso abbiamo «non rubare», nell’altro «non desiderare la roba d’altri».

O può suonare come una sorta di corollario del nono: donna, roba… persone, cose…

Sembra, ma non è: che cos’è quella “roba”?

Infatti, qui non si parla solo di non sottrarre dei beni materiali altrui, ma soprattutto di non avere gelosia dei doni che altri possono avere, doni anche meno materiali, ma che possono essere condivisi con la società per il bene collettivo: ad esempio, il talento, l’amore, la sicurezza. Oppure i veri amici: anche quelli non vanno “portati via” a chi li ha. Anche gli aiuti: non vanno mai sottratti a chi ne ha bisogno, a coloro cui erano destinati.

Quando confrontiamo i nostri “beni” con quelli altrui e sentiamo che l’altro ha avuto più di noi, tutto quello che già abbiamo sembra non avere più importanza; l’altro non è più una persona, ma solo lo specchio di una nostra falsa inferiorità; il desiderio di migliorare viene deformato, trasformandosi in invidia, desiderio di possesso, gelosia, odio.

Nel film Amadeus, di Miloš Forman, Antonio Salieri ha dedicato tutta la sua vita alla musica e prova ammirazione per Mozart, secondo lui “un dono di Dio”.

Quando però viene deluso dal giovane compositore, ai suoi occhi un giovane arrogante e depravato che non merita un simile talento, la rabbia e l’invidia lo portano a rifiutare non solo il collega musicista, ma addirittura anche Dio, accusandoLo di divertirsi a deriderlo attraverso la stessa esistenza di Mozart: tale odio raggiunge l’apice con l’ideazione di un complotto per uccidere il compositore e per rubargli l’ultima sua opera.

Con i ragazzi possiamo riflettere su che cosa invidiamo enormemente degli altri (es.: “vorrei saper suonare la chitarra come lui…”) e di seguito farli subito ragionare su come trasformare quest’invidia in un’altra forza, di pari entità, ma positiva, per esempio spingendoci a sostenere con il massimo impegno un corso di chitarra (magari chiedendo aiuto, per esercitarsi meglio, anche a lui…!). Possiamo concludere il momento di riflessione, ricordando anche un dono che già abbiamo, per non smettere di apprezzarlo, per non desiderarne altri impossibili, per non tenercelo solo per noi.

Tutte le opere d’arte proposte nei tre articoli sono solo degli esempi; di sicuro, la vostra conoscenza e la vostra creatività vi spingeranno a trovarne di nuovi e magari di più belli, anche cercando tra i vostri stessi interessi ed hobby.

In fondo, si tratta di quel coniugare l’arte e l’educazione di cui abbiamo già scritto; si tratta semplicemente di relazionarci con i ragazzi attraverso quel linguaggio universale che è la passione creativa.

Federica Crovella e Bianca Bressy

Autore: Federica Crovella

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