Anche lo sport di base ha i suoi grandi eventi. Saranno “MINI”, ma se c’è la parola Olimpiadi, ogni bambino e ragazzo ha le stesse sensazioni ed emozioni di un grande atleta! In più, c’è lo stesso tutta la macchina organizzativa necessaria. Lo sanno bene, per esempio, quelle scuole che decidono di fare una giornata sportiva insieme ad altre!

Ma come si crea e gestisce un evento del genere? Proviamo a darvi un piccolo decalogo che vi può essere d’aiuto in queste situazioni.

  • DECIDETE IL CAPO. Non esistono scuse: non c’è nessun evento senza un direttore artistico o regista. Non temete di far fallire il protagonismo degli altri: un vero capo è a servizio di tutti e cerca di valorizzare tutti perché tutti concorrono alla riuscita o al fallimento dell’evento. Se non ci credete, allora vi diciamo una grande verità: non avete sbagliato a scegliere un capo, avete semplicemente scelto il capo sbagliato!
  • AIUTATE IL CAPO. Proprio perché non immaginiamo una dittatura, è necessario fare una cabina di regia. Anzi, scoprirete che la cabina di regia è fondamentale per far star sereno il capo. E lo sappiamo: quando il capo è sereno, siamo sereni tutti. Una buona cabina di regia ha tre regole: poche persone (massimo 4), ruoli ben stabiliti, competenze complementari. Avete capito? Allora, buona ricerca!
  • AL CENTRO LO SPORT. Ci saranno tante di quelle cose che prenderanno la vostra attenzione, che il rischio alla fine è proprio che ci si dimentichi dello sport. Partite perciò da quello. Stabilite le discipline sportive, date spazio ai tempi sportivi. E soprattutto, pensate che se è sport di base ha delle caratteristiche che vanno amplificate: l’educazione, l’empowerment, la socialità ecc.
  • LA LOGISTICA SPORTIVA. Visto che lo sport è al centro, lavorate sulla logistica sportiva. Perdete tanto tempo sulla “torneizzazione”, sulla scansione dei turni; calcolate i tempi di passaggio da una disciplina all’altro; valutate se avete fatto bene tutti i conti con i vari allestimenti. Aiutatevi con degli schizzi e degli schemi e fate il prima possibile un sopralluogo dove si svolgerà l’evento. Infine, fate delle prove con la cabina di regia: vi aiuterà anche a ritrovare il buon umore e il senso di squadra, oltre che a farvi vedere le eventuali criticità di quello che avete pensato.
  • LA LOGISTICA DEL PUBBLICO. Pensate al pubblico. Se è sport di base ci saranno genitori, e vanno educati anche loro. E uno dei modi migliori per educarli è in-trattenerli in modo intelligente. Quindi, valutate tutto il “trattenimento”: sedute, servizi, possibilità di stacco… e anche l’intrattenimento: un presentatore brillante per loro, qualche gioco con il pubblico e qualche ballo d’animazione. E non pensate di svilire lo sport: pensate a cosa succede durante la finale del superbowl negli Stati Uniti!
  • L’AMBIENTAZIONE. Se fate un evento, dovete pensare alla forza dell’evento. È il momento di raccogliere i frutti, non di seminare. Il tempo educativo nello sport di base è nell’allenamento. Nella gara e nella grande gara si mette alla prova l’allenamento, vedendo che frutti di stile ha portato. E sarà di nuovo nell’allenamento che eventualmente verificheremo come i nostri ragazzi si sono comportati. Perciò, se è il momento dell’evento, pensate in grande: serve un inno e una sfilata delle squadre. La premiazione deve esserci e fatta bene, senza troppe lungaggini (è un’arte anche il tagliare il tempo) e senza banalizzazioni (per i bambini è importantissima).
  • IL RITMO. Il capo non fa il presentatore, perché deve pensare a tutto e non solo a presentare. Il presentatore deve esserci e deve aver cura di gestire il pubblico: con leggerezza deve presentare, narrare, esporre, ma anche lanciare i messaggi educativi dello sport di base. È meglio che sia un bravo presentatore, piuttosto che conosca bene lo sport. Perché se è un bravo presentatore basterà mettergli vicino qualcuno dello staff e se la saprà cavare, ma se è uno sportivo che non sa presentare non riuscirà a coinvolgere il pubblico.
  • LA PREPARAZIONE. È giusto preparare i bambini e i ragazzi. Dal punto di vista sportivi: modificare un po’ gli esercizi, fare più simulazioni di gara. Dal punto di vista emotivo: in questi eventi spesso ci sono bambini che non vogliono fare le gare e bambini che ne fanno una malattia per l’ansia da prestazione, quindi limitate entrambi i casi incoraggiando gli uni e tranquillizzando gli altri. Dal punto di vista educativo: dite chiaramente cosa vi aspettate da loro e su che punti di stile siete disposti a dare una medaglia d’oro al di là di quella ufficiale.
  • LA RESTITUZIONE. Si chiama rielaborazione, ed è il senso che diamo alle esperienze fatte. È quella cosa che ci fa crescere sia se l’esperienza è stata positiva, sia se è stata negativa. Nel percorso educativo va aiutata. Fermatevi dopo le gare, anche nei giorni successivi, con loro. Ricordate com’è andata, date un rimando a ciascuno, aiutateli a rinarrare le loro emozioni.

E infine, EDUCATE. Sì, anche qui. A volte basta poco: se è vero che è giusto premiare il podio in modo che sia chiaro che ha vinto, non c’è niente di male a premiare già la partecipazione di tutti. Un piccolo dono, un piccolo simbolo è importante. Anche i premi per il Fair Play aiutano a capire cosa sia veramente importante. State molto attenti al pubblico e tenetelo sempre attento e sereno con l’aiuto del presentatore: in questo modo sarà più difficile ogni tipo di degenerazione. E poi date l’esempio voi stessi. È la prima regola… e la sapete già!

Luigi Cotichella

Autore: Lo Spiazzo

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