Le donne attraverso i pontificati. E viceversa.

In occasione dell’imminente festa della donna (anzi, della Giornata Internazionale della Donna), abbiamo pensato ad un’uscita speciale per celebrarne il significato e il messaggio.

La giornata della donna vuole far memoria delle conquiste sociali, politiche ed economiche ottenute dalle donne e vuole ricordare (per combattere e annientare) le discriminazioni e le violenze che ancor’oggi esse devono subire, in tutto il mondo.

In tutti e sei i “mondi” del nostro sito, dunque, usciamo questa settimana in contemporanea su questo unico tema: la donna. Seppur differenziando, di “mondo” in “mondo”, la categoria di articolo (intervista, pensiero, domande pervenute alla redazione…).

Parleremo della donna nella storia, nel tempo, nei vari contesti sociali; vedremo le donne che hanno contribuito ai destini dell’intera umanità, in positivo e/o in negativo; ma parleremo anche di quelle donne che non hanno potuto costruire tali destini, perché li hanno solamente subiti, magari anche con deprecabile violenza.

In ogni “mondo” del nostro sito, abbiamo scelto di ribadire il significato della Festa della Donna, usando dei “modelli” in qualche maniera ricollegabili proprio a ciascun “mondo” socio-culturale.

L’intento non è mettere su un piedistallo il mondo femminile (in alcuni articoli abbiamo anche fatto riferimento a personaggi non proprio del tutto “limpidi”): si vuole solo ribadire il senso della Giornata dell’8 marzo.

La donna costruisce (e ha diritto di poterlo fare in totale libertà) la società in cui vive. E lo fa certamente con una sua specificità tutta femminile, ma in virtù del suo essere più genericamente una persona, in relazione con altre persone.   

La papessa Olimpia (cognata di papa Innocenzo X), Pascalina (la dama “nera” di papa Pio XII), Giulia Farnese (la “Venere papale” di Alessandro VI, il Borgia), la papessa Giovanna (alias papa Giovanni VIII!)…

Googlelando, queste sono le prime donne che il web ci mette in evidenza in relazione ai papi della chiesa cattolica. E alcune di esse, per alcuni specifici versi, sono state delle grandi donne, altre molto meno. Ma sono comunque tutte donne che hanno lasciato un segno, non solo nel corso dell’intera umanità, ma anche nell’esistenza di alcuni papi e pastori del gregge di Cristo.

“Dietro ogni grande uomo, c’è sempre una grande donna”: la sapienza popolare non mente (o perlomeno nasce sempre da mezze verità) e, nel caso specifico dei papi cattolici, abbiamo anche degli esempi non da poco a dimostrazione di ciò.

Già la stessa “papessa Olimpia”, al secolo Olimpia Maidalchini da Viterbo, cognata appunto di Innocenzo X, è un primo esempio di donna forte, risoluta, intelligente e dalle grandi visioni prospettiche. L’altra faccia della medaglia è certamente quella di una donna prepotentemente avida di potere. Eppure, in un mondo assolutisticamente e soverchiamente maschile come quello del suo tempi, la sua “intraprendenza” è stata, ad ogni modo e di per sé, un esempio “apripista” per il (molto lontano) momento dell’emancipazione femminile.

E poi la storia si è pregiata anche di una certa Madre Teresa di Calcutta: un’altra donna che ha acceso il cuore di un papa, Giovanni Paolo II: la suora era già molto “famosa”, ma il papa polacco la volle più volte incontrare e spesso pregò con lei, facendosi anche aiutare con consigli e scambi di opinioni. La stessa Lady D d’Inghilterra la scelse come sua guida spirituale.

In realtà, tornando a Wojtyla, tutto il suo pontificato fu impreziosito dal concetto del “femminile”, specialmente nella sua specifica accezione del “materno”: il “Totus Tuus” del motto del suo pontificato, la dice tutta sull’importanza che il “papa dei giovani” dava alla Madonna, madre di ogni uomo.

Invece, durante il pontificato di Eugenio Pacelli, più noto come Pio XII, la figura femminile che fece non solo storia ma anche notizia, fu una suora che seppe circondarsi contemporaneamente di potere e di mistero. Josephine Lehnert veniva dalle nunziature apostoliche, dopo aver preso il nome di suor Pascalina. E attraverso la segreteria di stato vaticana, arrivò alle stanze papali, per gestire addirittura le agende lavorativa e personale del papa. Lo affiancò nelle decisioni, lo supportò a tal punto nella gestione del Vaticano che il papa le affidò diversi ruoli e responsabilità istituzionali. Eppure, seppe anche essere così tanto riservata che, quando apparve una sua prima foto di gioventù, il fatto venne considerato mediaticamente alla stregua di uno scoop.

In Italia, i giornalisti la chiamavano, quasi confidenzialmente, Pasqualina, ma nessuno la poté mai illuminare coi flash oppure con apparizioni televisive: in quest’aurea di misteriosa esistenza di palazzo, Josephine condivise con Pacelli un “trono terreno” tra i più potenti e più impegnativi del pianeta.

Potremmo proseguire con tante altre figure femminili che hanno incrociato vite di papi, oppure di tante donne rese beate e sante proprio dagli stessi papi che si sono succeduti nella storia. Gesù stesso fu accudito da Maria, la mamma, nei due estremi della sua vita terrena. E nel mezzo del cammin di sua vita incontrò donne di ogni genere, rango e coscienza: le amò tutte, le valorizzò tutte, le salvò tutte.

La festa della donna sta in ogni donna e in ogni uomo, anche in ogni papa. E in ogni attimo della storia dell’umanità.

Autore: Roberto Boggio

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