Qualche indicazione per la ricerca del lavoro in Italia

Una volta terminati gli studi i giovani sono accomunati da un problema che oggi è uno dei punti dolenti della nostra Italia: la ricerca del lavoro.

Probabilmente uno studente che ha il diploma di un istituto tecnico quando dovrà inviare il curriculum sarà più facilitato di uno che invece ha appena terminato il liceo; allo stesso modo un laureato in ingegneria riceverà una proposta più facilmente e più rapidamente di chi ha una laurea umanistica.

Comunque sia è inutile negare che essere giovani italiani in cerca di un impiego non è assolutamente facile.

Lasciando da parte le difficoltà maggiori o minori che si possono incontrare, per chiunque sia alle prime armi sorge una domanda semplice ma spesso angosciante: “e adesso che cosa devo fare?”.  Spesso i giovani non sono facilitati, ma soprattutto non sono guidati, nel compiere i primi passi non più in veste di studenti, ma di persone che si preparano a diventare lavoratori.

La Zanichelli rivolge un pensiero a questi giovani e propone una guida per aiutarli ad orientarsi un po’ meglio e, almeno in parte, sentirsi meno soli e spersi.

http://online.scuola.zanichelli.it/ideefuturo/cercare-lavoro-in-italia/

Da questo sito emerge che gli enti a cui potersi rivolgere si trovano, sia per via telematica, sia attraverso gli annunci sui giornali, sia recandosi fisicamente presso degli uffici. Inoltre, c’è un appuntamento molto utile agli studenti: il Career Day, annuale, vuole fare da tramite tra i responsabili delle risorse umane di imprese nazionali e internazionali e i giovani laureati e laureandi.

Proprio il Career Day dedicato soprattutto ai laureati e laureandi fa nascere una domanda: quale può essere il ruolo degli insegnanti nella ricerca del lavoro dopo la scuola? Anche loro insieme alle famiglie possono aiutare i ragazzi ad affrontare la difficoltà che si presenterà, sin da quando sono ancora sui banchi, per far sì che arrivino meno sguarniti e la domanda di cui sopra spaventi un po’ meno.

Dal punto di vista pratico, si deve mostrare loro quali sono gli enti che possono fare da ponte tra la scuola e il lavoro che li aspetta, spiegare dove si possono trovare e qual è il loro ruolo.

Nulla impedisce alla scuola di organizzare degli incontri finalizzati ad esplorare tutte le possibilità offerte dagli enti sul territorio, magari partendo proprio da un sito come questo per approfondire ciascun punto.

Nonostante il Career Day sia rivolto soprattutto a chi frequenta l’Università o ne è uscito, le scuole potrebbero, previa selezione degli enti, indirizzare i ragazzi che vogliono cercare lavoro verso alcune aziende che possano dialogare prima di tutto per aiutarli ad orientarsi; e con un po’ di fortuna siano anche disposte a mettere alla prova ragazzi diplomati.

Poi, l’insegnante può fare insieme ai ragazzi alcune riflessioni, né per “edulcorare la pillola”; né per spaventare, ma per mostrare loro realisticamente che la situazione non è facile ma si può affrontare.

È vero che trovare lavoro non è facile, soprattutto in Italia, ma sapere che sul territorio qualcuno tende una mano a chi si trova in questa situazione può aiutare: questa impresa si può affrontare con un po’ più di fiducia, con la voglia di mettersi in gioco ed essere competitivi per realizzare il proprio futuro.

Trovare lavoro all’estero è più semplice, o almeno così dicono in molti, ma gli enti e le iniziative di cui parla la Zanichelli ci sono anche in Italia: prima prendere un aereo verso nuovi lidi datele una possibilità, provate a crederci, l’estero non scappa.

Non siete completamente abbandonati a voi stessi, ma la prima mossa è vostra: valorizzatevi e permettere a chi vi sta cercando di raggiungervi, non restate a casa a crogiolarvi pensando che non ci sia speranza.

Autore: Federica Crovella

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