Quando la squadra educativa vede lontano

In un passato articolo abbiamo parlato delle riunioni tecniche e di come si possano trasformare in un momento di valore per la “squadra” educativa. Da un lato, c’è l’occasione per conoscersi meglio tra colleghi e collaborare assieme. Dall’altro, però, questo concentrarsi di forze rischia spesso di confluire sulla soluzione di problemi sorti negli ultimi giorni: problemi che di sicuro hanno bisogno di essere risolti, ma che rischiano di limitare lo sguardo solo al breve termine.

Ecco perché deve entrare in gioco la dote della lungimiranza.

Il nome già lo dice: lungi mirare, mirare lontano, sia nel senso di tenere in mente gli obiettivi futuri man mano che ci costruiamo la strada per raggiungerli, sia nel senso di saper vedere lontano, di capire cosa potrebbe succedere in futuro e agire adesso per regolare la rotta.

Adesso che siamo ancora all’inizio dell’anno, possiamo proprio cominciare ad applicare questa dote chiedendoci: che obiettivi (ache educativi) vogliamo raggiungere? Ogni società avrà i suoi, e non è detto che siano i “soliti noti”. Per qualcuno, l’obiettivo sarà preparare i ragazzi alle prime gare nazionali; per qualcun altro, sarà costruire uno spirito di gruppo; per qualcun altro ancora, magari si tratterà di migliorare o rafforzare i rapporti con i genitori degli atleti, o di coinvolgere di più la comunità nell’anno sportivo, anche per sostenere i ragazzi stessi.

L’importante è chiedersi sempre, perché? Perché voglio mirare a questa meta? Cosa porterà come valore aggiunto a tutti?

Ecco quindi che la presenza dei colleghi può aiutarci a rispondere con precisione a queste domande, come anche evitare di darsi obiettivi nebulosi, difficili da quantificare e valutare nel concreto, e quindi si può sfruttare la possibilità di confrontarsi per chiedersi e lavorare assieme su che cosa significa nel concreto quel “costruire spirito di gruppo” o “educare i genitori a un tifo responsabile”.

Nel corso dell’anno, poi, le riunioni serviranno a valutare a che punto si è di questo percorso e a verificare che ci sia un progresso effettivo verso la meta, e se necessario “aggiustare il tiro”. Quando si è presi da partite, litigate e campionati, la lungimiranza rischia sempre di soccombere all’urgenza del presente. Ma a questo serve anche la collaborazione: a ricordarci l’un l’altro di sollevare lo sguardo e mirare di nuovo lontano.

Autore: Bianca Bressy

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