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“INFINITO”: DUE TEMPI, DUE SENSI

40 giorni e 40 ore: l’Infinito a doppio tempo

Prima la Quaresima: 40 giorni nel deserto, tra solitudine e “incontri tentatori”. Gesù ha vissuto un tempo terreno che, da occhi umani, potrebbe essere definito come tempo “infinito”, nel senso di lunghissimo, difficilissimo, contrastato.

Poi la Risurrezione: un altro tempo d’amore, che si proietta verso un diverso senso della parola “infinito”. Ad occhi terreni, umani, risulta che la morte di Gesù si sia trasformata in risurrezione in meno di 40 ore. Cioè un tempo-lampo per una “vita nuova per sempre”.

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“FARE AMICIZIA” CON LE TECNOLOGIE

Tra smartphone benedetti e relazioni reali

Il fatto

Domenica 5 febbraio 2017, al termine della Messa, il parroco di una comunità vicino a Città di Castello ha benedetto smartphone, tablet, computer e tutti coloro che li utilizzano, per invitare ad un uso più consapevole e positivo.

I mezzi

L’episodio ci permette di fare una riflessione sul rapporto tra le tecnologie e la comunità parrocchiale. Procediamo per gradi e partiamo dal mezzo, dall’oggetto: il cellulare di ultima generazione o il computer, a volte, sono etichettati come oggetti privi di valori positivi, o addirittura come qualcosa che “uccide” i buoni princìpi. Percezione ingiustificata? Assolutamente no. È innegabile che in alcuni casi portino le persone ad isolarsi, ad avere un attaccamento eccessivo alla materialità (o allo strumento stesso) e, nei casi peggiori, ad imbattersi in realtà o “norme” di vita decisamente negative, dannose, pericolose, truffaldine… Ma il mezzo telematico in sé non può essere visto in maniera assoluta come il “male”, altrimenti sarebbe fin troppo banale dedurre che la sua eliminazione (cioé il suo non utilizzo) sia la soluzione a tutto. Invece, ci piace pensare che anche questo nostro lavoro educativo sul portale dello Spiazzo.it sia un esempio di come la tecnologia sia da utilizzare assolutamente, per obiettivi alti e positivi.

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PENSARE – IMPROVVISARE – PIANIFICARE

Anche la mente, per aprire i cuori

Prendiamo l’esperto Riccardo Magnone e in particolare il suo libro “La via della seta” (ed. Elledici, 2015) come nostro faro su una disamina del tutto particolare: le questioni e dinamiche che intervengono nelle classiche situazioni di “problem solving” all’interno del mondo del catechismo. In generale, questo bel libro vuole elencare “le doti che servono per percorrere il viaggio della nostra vita” ed è dedicato a molte più categorie educanti ed educate, ma qui ci soffermeremo su un capitolo specifico: “Affrontare e risolvere problemi”. E andiamo ancora più nel dettaglio, scegliendo di focalizzarci solo sulla prima triade di parole che l’autore indica: pensare, improvvisare, pianificare.

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LA BIBBIA SMART

Con obiettivi altrettanto “s.m.a.r.t.”

NdR: La Diocesi di Verona, attraverso la cura di don Martino Signoretto e dell’Opera “San Pietro Martire per la presentazione della fede”, ha pubblicato una recentissima edizione della Bibbia, dal titolo “la Bibbia Smart”. Data la portata (non solo editoriale) di questo progetto evangelizzatore, abbiamo pensato di segnalarvelo in contemporanea su due “mondi” del nostro sito: catechisti/parrocchie + animatori/oratori, tutti ambiti impegnati nell’annuncio e tutti impegnati nelle relazioni umane e spirituali, oltreché nella cura delle anime e dei fratelli.

Ecco una nuova Bibbia…

Ma non solo: è una Bibbia Smart…

Carlo Verdone, nei panni di uno dei suoi storici personaggi, chiederebbe: “… in che ssensso…?”.

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LE DONNE “DEI” PAPI

Le donne attraverso i pontificati. E viceversa.

In occasione dell’imminente festa della donna (anzi, della Giornata Internazionale della Donna), abbiamo pensato ad un’uscita speciale per celebrarne il significato e il messaggio.

La giornata della donna vuole far memoria delle conquiste sociali, politiche ed economiche ottenute dalle donne e vuole ricordare (per combattere e annientare) le discriminazioni e le violenze che ancor’oggi esse devono subire, in tutto il mondo.

In tutti e sei i “mondi” del nostro sito, dunque, usciamo questa settimana in contemporanea su questo unico tema: la donna. Seppur differenziando, di “mondo” in “mondo”, la categoria di articolo (intervista, pensiero, domande pervenute alla redazione…).

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MASCHERE: PER CONOSCE-RE/-RSI

Gesù, il contatto con se stessi e con l’altro

Giovanni afferma che Gesù “conosceva quello che era nell’uomo”. Cristo non è venuto soltanto per rivelare all’umanità chi è Dio, ma è venuto anche a dirci chi è l’uomo. Chi siamo veramente lo sapeva e lo sa solo lui, perché egli è stato pienamente uomo. Gesù, oltre a manifestarci il volto del vero Dio (“Chi ha visto me, ha visto il Padre” – Gv 14,9), fa lo stesso con il volto del vero uomo: “Ecco l’uomo!” (Gv 19,5).

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SI PUO’ FARE… E TE LO RACCONTO!

Sull’accoglienza delle famiglie che vivono esperienze di disabilità

Anche se è un evento a carattere locale, organizzato e promosso dal Coordinamento del Servizio per la Catechesi della diocesi milanese, vogliamo parlarne, perché il tema è invece di interesse nazionale, per non dire mondiale.

Anche la FOM, la Caritas e il CSI si sono impegnati in questa iniziativa: un convegno per parlare della pastorale, non solo per la Catechesi, che si deve assumere la responsabilità di saper accogliere i ragazzi con disabilità e, di conseguenza, anche le loro famiglie.

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INNAMORARSI… VALE

(Ri)scoprire il dono di “san Valentino”

“San Valentino”, festa degli innamorati… e dell’innamoramento.

Questo è il primo contatto che i ragazzi hanno con quella dimensione così stravolgente che è la relazione d’amore con un’altra persona. Anzi, innamorarsi è “essere stravolti”: batticuore, stomaco in subbuglio, pensieri che si accartocciano su loro stessi e la sensazione che d’ora in poi la nostra vita non sarà mai più la stessa.

Che cos’è l’innamoramento se non l’essere in-amore, cioè immersi nella sua forza?

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CHIAMALO, SE VUOI, ORDINARIO

“Sono cose ordinarie”… “È una persona ordinaria”… “Abbiamo una vita ordinaria”… Oppure il Michael Douglas di “Un giorno di ordinaria follia”…

Con questi luoghi comuni, titoli e slogan, ora possiamo sfidare chiunque a ragionare sul concetto di “ordinario”, senza rimanere nella sua sola accezione negativa.

Il tempo liturgico “per annum” (“ordinario” anche detto) è quel periodo che non solo la Chiesa cattolica identifica come alternativo agli altri momenti liturgici più distintivi (o “tempi forti”).

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