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DONI DA FIABA #9

Come e perché si racconta una storia

Vedere che i tuoi genitori cercano la connessione con te ogni giorno: questo è l’ottavo dono del “momento fiaba”.

Il bambino imparerà crescendo a gestire le emozioni più difficili, ma all’inizio si sentirà spesso preda dell’impotenza, dello scoraggiamento e della paura. E dato che non saprà cosa farsene, sarà tentato di ritirarsi in se stesso oppure di scaricarle su chi gli sta intorno, genitori compresi. È in quel momento che vedere i suoi genitori contenere quelle emozioni, saperle accogliere senza esserne turbati, lo rassicurerà più di mille parole.

Soprattutto, ed è questo l’ultimo dono, lo rassicurerà vedere che, non importa quanti capricci, non importa quanti litigi e lacrime e casini siano successi durante la giornata, i suoi genitori chiuderanno sempre il giorno con un bacio.

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DONI DA FIABA #8

Come e perché si racconta una storia

Imparare a vivere con e oltre la paura: questo è il settimo dono del “momento fiaba”. Forse un dono scomodo, ma senza di esso non potremmo diventare consapevoli che sì, il male esiste, ma noi abbiamo gli strumenti e gli alleati per combatterlo.

Purtroppo, rendersene conto da bambini è difficile. Lo psicologo Lawrence Cohen la chiama “torre dell’impotenza”: la sensazione, di fronte alle capacità degli adulti, di non poter far fronte alla vita con la stessa abilità, di farcela con le proprie forze. Noi adulti lo sappiamo che i piccolinon possono ancora farcela da soli, ma loro no; e di fronte a questa loro impotenza si chiudono alla vita, si tirano indietro oppure reagiscono con rabbia e frustrazione.

Il punto, dice Cohen, è che da quella torre i bambini da soli non ci usciranno mai. L’unica chiave per farli uscire è in mano ai genitori.

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DONI DA FIABA #7

Come e perché si racconta una storia

Accogliere la nostra unicità: questo è il sesto dono del “momento fiaba”. Un’unicità che porta in sé anche la responsabilità, perché se nel nostro essere umani siamo comunque tutti unici, allora solo noi possiamo scrivere la nostra storia.

Solo noi, ma non nel senso di farlo da soli! Nelle fiabe il protagonista inizia sì da solo, e poi lungo la strada incontra i cosiddetti aiutanti magici: persone e creature che a lui sembrano dotate di poteri straordinari e che gli fanno un dono per aiutarlo nella sua strada.

Ma cosa fare quando quella storia si blocca? Cosa fare, quando sulla via troviamo un mostro che sembra così tanto più grande di noi?

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DONI DA FIABA #6

Come e perché si narra una16 storia

Esercitare la creatività per ridare vitalità: questo è il quinto dono del “momento fiaba”. Non accettare il dato di fatto, saper guardare da un’altra prospettiva… spesso è proprio questo salto mentale a salvare la situazione e rovesciare in positivo le sorti del protagonista.

In fondo, noi stessi siamo una creazione in corso d’opera perché cambiamo ogni giorno; a volte di poco, altre tantissimo, ma sempre siamo diversi da chi eravamo ieri. Ed è il sentiero tracciato da questi miliardi di cambiamenti a costituire la nostra unicità.

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DONI DA FIABA #5

Come e perché si narra una storia

Sperimentare la leggerezza del gioco: questo è il quarto dono del “momento fiaba”. Come nel gioco, infatti, anche nelle storie ci sono gli imprevisti; eppure, è distaccandocene e provando a vedere oltre che quegli imprevisti si trasformano in occasioni.

I conflitti e gli ostacoli fanno parte anche delle relazioni, quella tra genitore e figlio compresa. E come nelle storie, anche in una relazione il conflitto può diventare un’occasione di cambiamento, non solo delle persone ma anche del legame tra loro due. Non è l’assenza di conflitti a indicare quanto è sana la relazione, infatti, ma è come le persone coinvolte decidono di inquadrare e affrontare quel conflitto a renderlo costruttivo oppure no.

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A CHRISTMAS SPECIAL

L’albero di Natale: sempreverde, come la famiglia

Poche attività sono più “familiari” dell’allestimento dell’albero di Natale. Per molte famiglie è una tradizione, con un giorno preciso in cui va fatto e decorazioni che magari sono già passate da una generazione all’altra. Anche paesi e città intere hanno ormai l’usanza di allestire un albero di Natale cittadino nella piazza principale, e la sua accensione è diventata per molti un’occasione di festa.

Forse perché un tempo l’Europa era ricoperta di foreste, qua l’albero ha sempre avuto questa connessione con la vita e i momenti di festa. Come la vita, che si rinnova in continuazione, così anche l’albero fa fiori e frutti, poi si spoglia in inverno per tornare di nuovo a gemmare in primavera. Ma l’albero ci connette anche con il divino, con i suoi rami che svettano verso il cielo; ed è stato anche un alleato prezioso, perché con quei stessi rami ci ha dato la possibilità del fuoco e della luce, e quindi della civiltà.

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DONI DA FIABA #4

Come e perché si narra una storia

Usare la voce “alta” per comunicare e comunicarsi, e creare così relazione: questo è il terzo dono del “momento fiaba”. In quel momento non condividiamo solo un tempo e uno spazio, ma anche noi stessi; e per ogni parola che diciamo, si tesse pian piano un filo tra noi, e su quel filo danziamo la danza, e anche il gioco, della relazione.

Il gioco? Be’, in fondo quando si racconta una fiaba si gioca, no? Si recitano le parti, si fanno le voci dei personaggi, si mima e si esagera quel che accade… È così in fondo che funziona la fantasia, che gioca sui se e sui ma, e anche se il bambino in età da fiaba vuole sentirsi grande, la sua modalità è ancora quella del gioco e della fantasia, degli incantesimi e dei draghi. È il modo stesso in cui la fiaba gioca con la realtà a renderla così attraente a quell’età.

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DONI DA FIABA #3

Come e perché si narra una storia

Spazio per me, spazio per te, spazio per me-e-te: questo è il secondo dono del “momento fiaba”. Un luogo tranquillo, in cui ci sia… spazio per ascoltarsi, ma anche per ascoltare l’altro. Luogo che è esso stesso “altro”, diverso da quello in cui si svolge la vita quotidiana.

Ma oltre al quando e al dove, il raccontare la fiaba ha anche un come che la distingue: la lettura ad alta voce.

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DONI DA FIABA #2

Come e perché si narra una storia

Notte come tempo di riflessione: è questo il primo dono del “momento fiaba”. Notte come momento per far emergere quello che il tran tran quotidiano nasconde, come momento di meditazione e comprensione che arricchisce la vita.

Ma perché ciò accada, ci vuole un ambiente adatto. Certo, si medita sul senso della vita anche in metro all’ora di punta (specialmente in metro all’ora di punta); eppure, le storie di tanti pensatori e artisti ci dimostrano che l’anima ha bisogno di silenzio e concentrazione per fiorire.

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