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PAROLEOSTILI.COM

Cosa succederebbe se gli insegnanti cominciassero ad accedere ai profili Facebook dei propri studenti?

La risposta più immediata potrebbe essere: metterebbero al bando la comunicazione in rete dopo aver letto, sentito, visto con quali linguaggi si esprime oggi la maggioranza dei ragazzi.

Appunto… abbiamo detto: ‘la più immediata’. E la meno immediata? Potrebbero anche scegliere, per esempio, di digitare semplicemente su Google Parole Ostili.

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UNA BELLA TORTA AL… LESSICO!

Uno spunto per arricchire il patrimonio lessicale

Una carenza che spesso lamentano gli insegnanti di latino e greco, a parte la difficoltà nel tradurre comune alla maggior parte degli studenti, è lo scarso dominio lessicale di molti ragazzi… non quello delle cosiddette lingue morte, ma del loro italiano! Infatti, molto spesso capita che traducendo dal latino o dal greco in italiano usino parole della loro lingua di cui in quel dato contesto fanno un uso sbagliato. Perché? Semplicemente, non ne conoscono il significato: ecco che allora, durante le prove di traduzione, accanto al dizionario di greco servirebbe tenere quello di italiano.

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RICREIAMOCI!

Quando l’intervallo si trasforma in solidarietà

Ricreazione: una parola che per qualcuno evoca lo svago, i giochi con i compagni di classe, le confidenze e le chiacchiere, per altri purtroppo anche una presa in giro o una sensazione d’isolamento. Di sicuro tutti lo consideriamo l’opposto della lezione, e cioé un tempo non strutturato o “mirato” a raggiungere qualcosa, quanto invece le ore trascorse sui banchi.

Eppure, la ricreazione uno scopo ce l’ha: ri-creare, offrire cioé un tempo e uno spazio dopo un’attività o un’esperienza per poterla digerire e rielaborare. A scuola è in quel quarto d’ora che si liberano tutte le emozioni e i pensieri imbottigliati, dedicandosi ad altro che non siano gli argomenti fatti a lezione; solo dopo si può respirare, e dare respiro al vissuto, così da poterlo rielaborare con una distanza nuova e trasformarlo in un’opportunità per apprendere.

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UN GENERE LETTERARIO FUORI DAL COMUNE

Il fumetto che incuriosisce ed educa

Disegno letterario. Il fumetto come strumento educativo: così è intitolato il contributo su rivista datato 2006 e firmato Cinzia Giorgio, sceneggiatrice e docente all’Università degli Studi di Roma Tre. La prima parte propone un interessante excursus storico sulle origini del fumetto, iniziando dagli antichi Egizi, passando per il Medioevo, attraversando il Settecento, fino ad approdare alla fine dell’Ottocento, dove s’incontrano due personaggi che ne sono considerati i precursori veri e propri: lo svizzero Rodolphe Töpffer e il tedesco Wilhelm Busch.

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L’ESTERO NON SCAPPA!

Qualche indicazione per la ricerca del lavoro in Italia

Una volta terminati gli studi i giovani sono accomunati da un problema che oggi è uno dei punti dolenti della nostra Italia: la ricerca del lavoro.

Probabilmente uno studente che ha il diploma di un istituto tecnico quando dovrà inviare il curriculum sarà più facilitato di uno che invece ha appena terminato il liceo; allo stesso modo un laureato in ingegneria riceverà una proposta più facilmente e più rapidamente di chi ha una laurea umanistica.

Comunque sia è inutile negare che essere giovani italiani in cerca di un impiego non è assolutamente facile.

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A CHRISTMAS SPECIAL

Una bella canzone nata da un guizzo di creatività

“Astro del Ciel, pargol divin,
Mite agnello, Redentor,
Tu che i Vati da lungi sognâr,
Tu che angeliche voci annunziâr,
Luce dona alle menti,
Pace infondi nei cuor”.

Chi non conosce questo famoso incipit? È il celebre canto di natale “Stille Nacht, più noto come “Astro del Ciel”, che lo scorso Natale ha celebrato in Austria, il suo luogo natio, ben 200 anni!

Il manoscritto del testo originale è custodito a Salisburgo, precisamente al Salzburg Museum; la versione italiana, oggi popolare anche a livello internazionale, non è una traduzione del brano tedesco, bensì un testo originale accompagnato dalla medesima melodia. L’autore è il sacerdote bergamasco Angelo Meli (1901-1970) e la pubblicazione risale al 1937.

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AMBIENTE EDUCANTE

Predisporre l’ambiente aiuta a sviluppare la pazienza

Come può l’ambiente educare il bambino ad avere pazienza? Operazione di certo non facile, soprattutto in una società come quella di oggi in cui il tutto e subito sembra diventare la regola.

In una classe di circa 25 bambini, spesso capita che non ci siano altrettanti esemplari di oggetti che però servono alla formazione di ciascuno.

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CONCHIGLIE DI CLASSE

Il gruppo classe come un guscio che attutisce gli urti

«Ciao a tutti, mi chiamo Placuna placenta, sono un mollusco e vivo nell’Oceano Indiano.

Segni particolari? La mia conchiglia: nonostante sia composta al 99% di carbonato di calcio, che è un minerale piuttosto fragile, riesce a proteggermi con grande efficacia dai colpi e dagli attacchi dei predatori».

Alcuni ricercatori di Boston hanno analizzato il guscio di questo mollusco e hanno scoperto che la resistenza della conchiglia è dovuta ad una nanostruttura che le permette di disperdere energia e limitare i danni in caso di urto. Il materiale del guscio forma una barriera grazie alla quale i danni provocati dall’impatto non si allargano a tutta la superficie del guscio, e così facendo riesce a preservare l’integrità del materiale.

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SPIRITO DI CORPO… INSEGNANTE

Per una fisicità dell’educazione fisica

Manca ancora qualche mese all’inizio dei lavori sulle pagelle, ma ci sembra questo un buon momento per una riflessione su una materia che ha una posizione e una… materialità particolare nella pagella: educazione fisica, o scienze motorie.

La cultura occidentale ha le sue radici in società che vedevano nell’educazione del corpo un percorso parallelo e di uguale peso all’educazione della mente. Si riconosceva che tra i due c’era un legame: un legame che era a doppio senso, poiché come il malessere psichico si rifletteva in un malessere corporeo, così attraverso la disciplina e l’esercizio del corpo e delle sue potenzialità si sviluppavano anche la resistenza, la forza e la volontà della psiche.

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LA GRANDE CECITÀ

L’autore è…

AMITAV GOSH è scrittore, giornalista e antropologo, oggi considerato «uno dei più grandi scrittori indiani» (La Repubblica). Autore di numerosi romanzi, tra cui la Trilogia dell’Ibis, ha insegnato anche scrittura creativa alla Columbia University di New York ed è stato corrispondente per il New Yorker.

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