insegnanti_scuole.LOSPIAZZO

GLI INSEGNANTI SI FORMARONO DAL BASSO

Stare al banco “arricchisce” anche il “Prof”

Parafrasiamo nel nostro titolo un noto libro dell’insegnante e scrittore Marcello D’Orta, per parlare di come oggi il ruolo del docente è profondamente cambiato rispetto al passato, in tutti i gradi di scuola. L’insegnante non può più accontentarsi di stare dietro la cattedra, di sovrintendere “dall’alto” della stessa, di fare le sue ore di lezione in modo totalmente “ordinario”: è ormai prassi richiedere qualche competenza in più al docente. Per esempio, la multiculturalità e i bisogni speciali dell’apprendimento oramai si incontrano in ogni classe: per gestirli, o anche semplicemente per stare al passo con i tempi, un docente deve “armarsi” nel modo giusto. Come minimo, è ormai necessario che abbia una buona padronanza delle tecnologie per la didattica (es.: LIM, computer, proiettori, ecc…) e delle lingue come l’inglese che dominano questi device.

(altro…)


EMPATIA E… CUCINA!

Una nuova materia a scuola

Essere empatici significa “sentire dentro”, “mettersi nei panni dell’altro”.

Uno studio condotto dall’università del Michigan ha rilevato un sensibile calo dei livelli di empatia tra i giovani americani.

Non si è più capaci di ascoltare l’altro, entrare in contatto con il suo mondo interiore; si parla molto facilmente di sé, ma con molta fatica lo si fa con gli altri, per gli altri e degli altri.  

(altro…)


“DALLA CATTEDRA SI VEDE TUTTO!”

E dal banco, che cosa si vede?

Dopo anni d’insegnamento, si è abituati a vedere tutto da un solo punto di vista.

Eppure, a suo tempo tutti noi abbiamo visto la lezione da un’altra prospettiva: quella da dietro il banco, seduti di fianco al nostro migliore amico, attenti o distratti, a scambiarci messaggi appallottolati o a prendere furiosamente appunti.

Perché non giocare a tornare dietro quel banco, questa volta da adulti?

(altro…)


ANNA DEI MIRACOLI

Gli insegnanti del sostegno

“Noi tutti, vedenti e non vedenti, ci differenziamo gli uni dagli altri non per i nostri sensi, ma nell’uso che ne facciamo, nell’immaginazione e nel coraggio con cui cerchiamo la conoscenza al di là dei sensi”.  

Così ha scritto la sordo-cieca Helen Keller nel suo “The five-sensed world” del 1910. La scrittrice, attivista e insegnante statunitense (vissuta tra il 1880 e il 1968) divenne sordo-cieca a 19 anni. E alla sua vicenda si ispirarono gli autori del celeberrimo film “The miracle worker” del 1962, in Italia più noto come “Anna dei miracoli”.

(altro…)


IL DIRITTO AL PROPRIO TEMPO #2

Il tempo oggettivo

Questo articolo esce contestualmente ad un suo “omonimo” nell’altra categoria “Genitori/Famiglia”, perché abbiamo provato a sviscerare il tema da entrambi i punti di vista, quello degli insegnanti e quello dei genitori. Per leggere anche l’altro articolo, puoi cliccare qui.

Due ore per il tema, una per il compito di matematica, il libro di storia da studiare entro la fine dell’anno scolastico. Lo studente ha il diritto di stare nei propri tempi? Se ci soffermiamo sull’aggettivo “propri”, vediamo subito come il tempo diventi un concetto piuttosto soggettivo, legato alla singola persona.

Diversamente da quanto avviene nel contesto familiare, a scuola è meno possibile avere elasticità, sia che ci riferiamo ad una prima elementare, sia che pensiamo all’anno accademico universitario.

(altro…)


5 DONNE E 1 DIALOGO NELL’INTERTEMPO

“Sesso debole”?

In occasione dell’imminente festa della donna (anzi, della Giornata Internazionale della Donna), abbiamo pensato ad un’uscita speciale per celebrarne il significato e il messaggio.

La giornata della donna vuole far memoria delle conquiste sociali, politiche ed economiche ottenute dalle donne e vuole ricordare (per combattere e annientare) le discriminazioni e le violenze che ancor’oggi esse devono subire, in tutto il mondo.

In tutti e sei i “mondi” del nostro sito, dunque, usciamo questa settimana in contemporanea su questo unico tema: la donna. Seppur differenziando, di “mondo” in “mondo”, la categoria di articolo (intervista, pensiero, domande pervenute alla redazione…).

(altro…)


UN GOBBO E LA PAURA

E poi quell’atipico cattivo che è Frollo…

Un film …

Parigi, 1482. Il giudice Claude Frollo e le sue guardie mantengono l’ordine con una caccia serrata a chiunque sia ritenuto pericoloso per la società civile, in particolare gli zingari gitani. Eppure, con sua stessa vergogna, Frollo è stato costretto dall’arcidiacono di Notre Dame ad allevare Quasimodo: figlio gobbo e deforme di una zingara (di cui Frollo aveva causato la morte) ed ora campanaro della chiesa.

Dopo vent’anni di segregazione, Quasimodo decide di partecipare alla Festa dei Folli, pensando di confondersi nella folla di gente mascherata. Il giovane viene però scoperto e, col permesso di Frollo, umiliato dalla cittadinanza: solo una donna, la zingara Esmeralda, prende le sue difese e si oppone a Frollo, scatenando la sua ira…

(altro…)