Responsabilità, convivialità, solidarietà e altro ancora…

Torniamo indietro di qualche mese: precisamente al 9 maggio. Dove? A Trento, in Piazza Duomo. Ben 2500 studenti hanno partecipato alla Festa delle scuole cattoliche del Trento, a seguito di una settimana in cui si sono potuti mettere in gioco in prima persona.

Ma lasciamo la parola a Paolo Fedrigotti, Preside del Collegio Arcivescovile di Trento, che gentilmente si è reso disponibile per aiutarci a capire meglio l’iniziativa.

Come è nato il progetto “Oggi siamo fuori”? Quali sono state le parti coinvolte nel progetto e le sue finalità?

Il progetto “Oggi siamo fuori” è nato all’interno della collaborazione tra le scuole paritarie cattoliche della Diocesi di Trento – il Collegio Arcivescovile, l’Istituto Sacro Cuore, l’Istituto Sacra Famiglia, l’Istituto salesiano Maria Ausiliatrice Trento e l’Istituto salesiano Santa Croce Mezzano – le quali, facendo tesoro dell’esperienza trentennale di condivisione maturata attraverso l’evento della Maratona di primavera, hanno pensato di proporre qualcosa di semplice ma innovativo; qualcosa che fosse al passo con i tempi e che coinvolgesse contemporaneamente ragazzi, famiglie e insegnanti.

Con la partnership di Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) e del Comune di Trento, le nostre scuole hanno voluto organizzare una settimana di lavoro nella quale alunni ed insegnanti, individuando sul territorio cittadino ed extracittadino alcune strutture socio-assistenziali (asili, Rsa e ospedali) e alcune piazze e parchi in cui operare, si sono coordinati per animare, abbellire o anche riqualificare, laddove servisse, tali aree.

La settimana di lavoro comune si è conclusa – come s’è ricordato – con una grande festa e con l’incontro dei diversi Istituti in piazza Duomo con l’Arcivescovo: in quella sede, grazie all’aiuto di Animagiovane, si sono tirate le somme dell’esperienza e si è tentato di far riflettere i ragazzi su quanto vissuto nei giorni precedenti.

Qual è stato il senso di un progetto che ha unito scuole diverse ed età differenti? Secondo lei i ragazzi che cosa si sono portati a casa da questa esperienza?  

Per rispondere a questa domanda mi concentrerei proprio sulle finalità che, trasversalmente – in relazione, cioè, alle diverse età in gioco – abbiamo cercato di conseguire. L’iniziativa ha permesso anzitutto alle scuole partecipanti di generare, sia al proprio interno che all’esterno, occasioni di diffusa convivialità relazionale; “Oggi siamo fuori” ha aiutato poi a promuovere tra gli alunni partecipanti – sia tra i bambini più piccoli che tra i ragazzi più grandi – l’impegno concreto verso azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita. È una cosa questa che la scuola non sempre riesce a realizzare in modo effettivo.

Trovo utile sottolineare come le direttrici che hanno ispirato l’iniziativa siano state desunte dai punti 209-215 dell’enciclica Laudato si’: riprendendo i tratti salienti di questi paragrafi magisteriali, il progetto delle nostre scuole ha cercato di potenziare, negli alunni ma attraverso di loro anche nella cittadinanza di tutta Trento, l’attenzione verso un’ecologia integrale – quest’espressione è stata molto utilizzata con i nostri ragazzi – che coinvolgesse tanto la dimensione ambientale quanto quella civile e spirituale, direttrici che è fondamentale coltivare perché anche l’ambiente possa risultare accogliente. Mi pare che queste finalità, nel nostro piccolo, siano state raggiunte.

Possiamo dire che la Festa conclusiva delle scuole in piazza Duomo abbia dato un ‘quid’ in più rispetto alla settimana di lavoro? Quale significato ha assunto questa giornata?

La giornata conclusiva ha assunto un significato particolarissimo: questo grazie al mix che in essa si è generato; a partire dalle testimonianze che si sono susseguite sul palco da parte dei ragazzi, del Vescovo e dello staff di Animagiovane.

In modo divertente e intelligente si è riusciti a sfruttare l’occasione di festa per educare gli alunni presenti, per incoraggiare in loro la maturazione di orientamenti che sostanzino concretamente la responsabilità personale all’interno della società e la solidarietà umana, ma anche per promuovere in loro i valori legati alla convivenza e al rispetto dell’ambiente che li circonda e li accoglie.

Mi è piaciuto vedere come ogni momento della giornata – anche quello del ballo finale – sia riuscito a modo suo a far riflettere i ragazzi sulla necessità di conquistare un senso critico che permetta a ciascuno di darsi dei criteri buoni di condotta e di capire la profondità dei rapporti intercorrenti tra l’esercizio della libertà individuale e le esigenze della comunità.

Autore: Federica Crovella

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