Anche la mente, per aprire i cuori

Prendiamo l’esperto Riccardo Magnone e in particolare il suo libro “La via della seta” (ed. Elledici, 2015) come nostro faro su una disamina del tutto particolare: le questioni e dinamiche che intervengono nelle classiche situazioni di “problem solving” all’interno del mondo del catechismo. In generale, questo bel libro vuole elencare “le doti che servono per percorrere il viaggio della nostra vita” ed è dedicato a molte più categorie educanti ed educate, ma qui ci soffermeremo su un capitolo specifico: “Affrontare e risolvere problemi”. E andiamo ancora più nel dettaglio, scegliendo di focalizzarci solo sulla prima triade di parole che l’autore indica: pensare, improvvisare, pianificare.

Come tutti gli altri capitoli del libro, anche su questo tema, l’autore affronta il macro-problema con micro-zoomate, ciascuna a focalizzare un aspetto diverso della medesima questione. E ciascuna identificata da un’azione molto pratica, da un verbo o da un sostantivo che si fanno azione. Anzi, sono triadi di parole. Triadi per sottolineare similitudini, contrasti, a volte incongruenze, altre volte intersecazioni logiche che si verificano prima durante e dopo uno stesso agire, o un agire comune.

Sul “problem solving”, l’autore identifica almeno cinque triadi di parole, ma qui faremo una zoomata speciale sulla prima di esse e proveremo a riadattarle al mondo della catechesi.

PENSIERO – IMPROVVISAZIONE – PIANIFICAZIONE.

Dalla più basica attività della mente umana, il pensiero, si arriva alla più elaborata, la pianificazione. Passando per quei momenti di ideazione creativa che sanno di improvvisazione, ma che non devono mai sapere di “cosa a caso”.

Il pensiero, come dice Maglione, costruisce la nostra raffigurazione del mondo. I bambini, anche a catechismo, hanno bisogno di essere sollecitati al pensiero: non devono imparare solo a memoria e/o senza capire. Quando prepariamo un incontro di catechismo, dunque, siamo aperti già in partenza al fatto che il bambino interagisca con la “nozione” e con le sue implicazioni. Saremo dunque preparati al fatto che nell’ora a disposizione dovremo concedere del tempo non alla nostra esposizione, ma alla loro assimilazione e reazione.

L’improvvisazione racchiude in sé, la capacità di organizzare, di allestire in fretta qualcosa, di solito per far fronte ad imprevisti: così definisce Maglione quel momento creativo che è una capacità di risolvere situazioni, non un’attitudine costante e reiterata alla non programmazione o alla non competenza. L’improvvisazione è uno strumento di arte creativa che funziona bene, anche nei momenti “disperati”, solo se è stata anticipata da altri momenti formativi, esperienziali, di documentazione, di lettura, di approfondimento. Durante una lezione, proprio perché lasceremo spazio e tempo ai bambini di elaborare il messaggio di Gesù, saremo anche pronti a trovare risposte valide a domande su cui non ci eravamo particolarmente preparati, saremo in grado di ripensare al momento un allestimento o un’attivazione che per i più svariati motivi va cambiata in corsa. Tutto questo passerà ai ragazzi non come situazione d’emergenza raffazzonata, ma come pacato e lucido cambiamento sensato. Perché lo faremo senza agitarci, senza perdere il controllo delle nostre emozioni, senza perdere tempo ad esternare commenti e critiche che devono trovare altro spazio, in altro momento di verifica, lontano dai bambini. E il tutto lo realizzeremo con la stessa passione con cui avremmo realizzato il primo progetto originario.

L’improvvisazione, poi, è comunque sempre frutto di conoscenze acquisite e di metodi praticati con esperienza. Durante il catechismo insegno quello che so, trasmetto quello che provo, testimonio quello che già da prima faccio. Prima di improvvisare a catechismo, ho studiato, ho letto, ho pregato, ho amato, ho avuto passione per Gesù e per il bene dei ragazzi.

Pianificare, per dirla sempre con le parole illuminanti di Magnone, è invece sinonimo di organizzare, preparare un piano. È un processo di previsione, in cui si stabiliscono obiettivi a breve, medio e lungo termine. Una sana e serena pianificazione (che dunque prevede tempi e spazi sufficienti, molto prima dell’incontro coi ragazzi) trasmette anche ottimismo, oltreché tranquillità e propensione all’ascolto. Quando entro nella stanza del catechismo, non solo ho bene in mente il “programma generale” degli incontri annuali (e addirittura di tutto il percorso catechistico del ciclo completo e degli eventuali cicli successivi), ma mi sono fatto una “scaletta” di ciò che farò nello specifico incontro. Pronto a variazioni, se necessario (improvvisazione) e pronto ad inserire nuovi innesti che si rendono utili e interessanti in quel momento (pensiero).

Maglione conclude con una saggezza a dir poco disarmante, eppure così necessaria: “Il pensiero l’improvvisazione e la pianificazione sono attività per persone coraggiose e di valore, che non si spaventano della possibilità dell’errore”. Eh sì, perché tutto evolve nel cuore, ma lo si può anche un po’ gestire con la mente. Anche l’amore di un bambino per Gesù.

Autore: Roberto Boggio

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