Quando l’intervallo si trasforma in solidarietà

Ricreazione: una parola che per qualcuno evoca lo svago, i giochi con i compagni di classe, le confidenze e le chiacchiere, per altri purtroppo anche una presa in giro o una sensazione d’isolamento. Di sicuro tutti lo consideriamo l’opposto della lezione, e cioé un tempo non strutturato o “mirato” a raggiungere qualcosa, quanto invece le ore trascorse sui banchi.

Eppure, la ricreazione uno scopo ce l’ha: ri-creare, offrire cioé un tempo e uno spazio dopo un’attività o un’esperienza per poterla digerire e rielaborare. A scuola è in quel quarto d’ora che si liberano tutte le emozioni e i pensieri imbottigliati, dedicandosi ad altro che non siano gli argomenti fatti a lezione; solo dopo si può respirare, e dare respiro al vissuto, così da poterlo rielaborare con una distanza nuova e trasformarlo in un’opportunità per apprendere.

E perché questo succeda, non è necessario che l’intervallo sia un tempo destrutturato, lasciato allo sbando; a volte può servire di più offrire un’occasione per mettersi alla prova, come dimostra l’esempio della scuola media “Ippolito Nievo” di Belluno.

Il progetto si chiama “Mi piace condividere”; l’idea, quella di far gestire agli studenti una vera e propria cooperativa scolastica, con il sostegno di enti locali. Durante l’intervallo, i ragazzi si trasformano in imprenditori e gestiscono la distribuzione di brioche, panini e frutta ai compagni; al di fuori di esso, tengono i conti, fanno i versamenti bancari e tengono i contatti con fornitori locali per mantenere prodotti di qualità a prezzi accessibili anche per i compagni più svantaggiati. Dei profitti, tutto viene reinvestito all’interno della scuola per sostenere chi è in difficoltà e finanziare viaggi di istruzione e altre attività organizzate dal Consiglio dei ragazzi.

Un progetto che coniuga la solidarietà allo spirito d’impresa, e che fa sviluppare “di prima mano” competenze sociali e civiche con cui guardare al mondo da un punto di vista più attivo. Ma è anche una prima esperienza lavorativa, in cui si vive una dimensione aziendale con divisione dei compiti, rapporti con il pubblico (i compagni) e con i fornitori, lavoro collaborativo e un atteggiamento critico e responsabile.

Un’occasione, questa sì, per ri-crearsi e ri-creare.

Autore: Bianca Bressy

You must be logged in to post a comment.