Confronto: in qualsiasi sport e in ogni società!

Che sia una società grande o piccola, nello sport ci sono sempre motivi (e argomenti) per una riunione tecnica; il confronto tra allenatori non manca mai. Da un lato, possono nascere questioni di natura logistica: un cambiamento nell’organizzazione operativa della società, l’istituzione di nuovi settori, l’arrivo di un responsabile dall’esterno o la promozione di un socio… Dall’altro, si affrontano anche problemi più legati al campo: metodologie e tattiche, l’andamento di alcuni atleti, ma anche la partecipazione a competizioni locali e nazionali.

Se le dimensioni di una società possono influire sulla scelta degli argomenti (e sulla durata!) delle riunioni, possiamo però individuare questioni e problemi che le accomunano tutte. Alice Accornero, allenatrice di atletica, e Marco Noce, istruttore di calcio, hanno gentilmente messo a disposizione le loro competenze di allenatori ed il loro punto di vista di educatori: insieme abbiamo capito che ogni sport ha sì le sue modalità anche nelle riunioni, ma come fondamento c’è sempre il bisogno di comunicare, confrontarsi ed essere una squadra, in campo come in ufficio.

Quando c’è un problema, in che modo avviene il confronto tra allenatori?

Alice: Tendenzialmente, se i problemi sono limitati o si tratta di questioni immediate da risolvere ci si incontra direttamente sul campo. In caso contrario, si organizza una riunione per affrontare tutto in modo più sistematico. Nel caso della nostra società, abbiamo ritenuto utile incontrarci ogni mese o ogni due per monitorare l’andamento di aspetti specifici. Alcuni di quelli che abbiamo affrontato sono ad esempio la suddivisione dei ragazzi in gruppi per lavorare su certe specialità in modo mirato oppure l’utilità del riscaldamento comune, che coinvolge tutti gli atleti indipendentemente dall’età e favorisce lo spirito di squadra anche in uno sport individuale.

Marco: In caso di problemi si cerca sempre il confronto tra allenatori. Se possibile, la questione viene risolta con un confronto diretto tra gli stessi; altrimenti si indìce una riunione in modo tale da evitare che il problema si presenti ancora anche in altre situazioni. Il mio parere è che comunque il confronto debba esserci sempre, sia in caso di problemi e anche non ci fossero problemi specifici.

Questi incontri avvengono per risolvere che tipo di problemi in particolare? Soltanto legati alla società o che riguardano anche i singoli atleti?

Alice: La casistica delle problematiche che si affrontano è molto ampia: dalle questioni legate all’organizzazione o alla preparazione al periodo agonistico si passa al confronto sul metodo, fino a discutere situazioni specifiche di singoli atleti; come difficoltà personali o carenze tecniche.

Marco: Di solito ci si confronta per parlare in modo generale della stagione in corso (come ad esempio aspetti tecnici). Vengono indette quelle che si chiamano riunioni tecniche, durante le quali si vuole fare il punto della situazione e cercare delle soluzioni comuni. Per quanto riguarda il singolo atleta è preferibile confrontarsi con la società di appartenenza, magari coinvolgendo direttamente il ragazzo.

Si organizzano anche incontri a cui presenziano gli atleti e vengono resi partecipi dei nodi da risolvere? Se sì, come vengono gestiti?

Alice: Di solito accade meno di frequente, ma a volte si verificano. In quei casi si tratta soprattutto di risolvere questioni strettamente personali con i singoli, oppure si organizzano per richiedere ad un gruppo di atleti una maggior partecipazione o per condividere obiettivi e prospettive che si possono offrire loro. L’attenzione all’atleta raggiunge i massimi livelli sul campo, dove tutto è fatto e pensato in funzione del suo benessere: dalla preparazione degli allenamenti e della gara, alla gestione di aspetti logistici e tanto altro.

Marco: Durante queste riunioni tecniche tra allenatori non sono coinvolti direttamente gli atleti, che però sono chiamati in causa sul campo: si discute della prestazione appena passata (la partita della domenica), dei problemi riscontrati in partita o durante l’allenamento, di come ci si preparerà in vista del prossimo obiettivo ecc. Personalmente mi piace vivere lo spogliatoio, quindi cerco sempre di stare il più possibile con i ragazzi, anche solo per capire come si è svolta la loro giornata o quali siano le loro problematiche.

A tuo parere, quali sono gli aspetti utili di questi incontri? I pro e i contro? In che cosa si potrebbe migliorare da questo punto di vista?

Alice: Personalmente trovo molto utili i momenti di confronto: aiutano a definire le modalità con cui gestire molte situazioni e sono utili anche sul piano relazionale tra colleghi per imparare a confrontarsi con rispetto e chiarezza. Nell’ottica di un miglioramento, io proporrei di concordare questi incontri in modo più costante e continuativo, per sfruttare al massimo i vantaggi che portano. Uno degli aspetti negativi secondo me è la mancanza di una persona che faccia da mediatore durante l’incontro e ne tenga le fila; aiuterebbe a stare focalizzati sulle questioni più imminenti e a non perdersi in chiacchiere a volte fuorvianti, per quanto piacevoli.

Marco: Posso dire per esperienza che dal confronto tra allenatori c’è solo da guadagnare. Mi spiego: potrebbe succedere di trovarsi in difficoltà sullo sviluppo di un esercizio; in quel caso se ne parla con un collega e con un suo consiglio si può risolvere il problema. Del resto, ciascuno di noi può imparare da un punto di vista diverso o da un percorso di formazione o di vita che non coincide col proprio e porta a modi diversi di lavorare.

Contro non ne vedo personalmente, tranne che forse non sempre il collega è disposto a dare una mano, ma può succedere. In questo caso, si può cercare di trasmettere che il diverso può arricchire e dare all’altro non deve per forza togliere a se stessi.

Non ho consigli in particolare, se non sottolineare il fatto che è fondamentale parlare coi propri ragazzi e non lasciarli soli: in fondo, siamo anche educatori e anche noi ai nostri tempi avremmo voluto avere un parere diverso da quello dei familiari o degli amici. Parlate con i vostri allievi, di sicuro non ci perderete nulla.

Autore: Federica Crovella

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