Novembre.

Mese dei santi. Mese dei defunti. E per noi che viviamo nel nord del pianeta anche dell’estate di san Martino. Un santo. Defunto. Che ci regala un’estate quando non te l’aspetti per il bene che ha fatto.

La leggenda dell’estate è la seconda versione della leggenda del mantello.

Martino nasce nell’impero romano nel IV secolo nell’attuale Ungheria. Passando per l’Italia giunge come soldato imperiale in Francia. Qui mentre cammina a cavallo in una giornata invernale vede un povero tutto infreddolito. Allora taglia il suo mantello a metà e lo usa per coprire il povero.

Qui la leggenda si divide in due versione. Nella prima si racconta che quella notte in sogno, Gesù gli sarebbe apparso in sogno con la sua metà mantello e parlando di lui avrebbe detto ai suoi angeli che Martino che non era ancora battezzato si era comportato come un vero cristiano vestendolo. Al suo risveglio Martino ritrovò il suo mantello integro. La sua vita cambiò, si battezzò e comincio a evangelizzare e ad aiutare i poveri in modo così forte che ben presto venne eletto vescovo di Tours.

Nella seconda invece poco dopo Martino trova un altro povero a cui dona l’altra metà del mantello rimanendo così lui spoglio. A quel punto l’aria divenne mite e improvvisamente sparì il freddo. Martino vide in questo Dio che benediva la carità. Questo fece cambiare la sua vita portandolo fino a diventare vescovo. Ancora oggi si chiama “Estate di San Martino” quel breve periodo intorno all’11 novembre (festa di s. Martino) in cui all’improvviso torna il bel tempo e un po’ di tepore.

Cosa centra tutto questo con gli animatori? Alcuni spot:

  • Il bene che fai deve in qualche modo metterti in gioco. Sennò non è un vero bene… oppure non lo stai facendo davvero tu.
  • Se non credi troppo in Dio, Dio per fortuna crede in te e si farà sentire alla grande (…e quindi tu cerca di ascoltarlo!)
  • Il bene che fai, ti fa ricordare per sempre. Per questo la commemorazione dei defunti è la più grande festa del grazie, per questo anche se c’è dolore resta il grazie per il bene ricevuto.
  • I santi sono quei defunti in cui il bene che hanno fatto e la fede che hanno avuto sono stati decisamente più grandi dell’insieme dei loro limiti, delle loro debolezze e dei loro peccati. Quelli riconosciuti dalla Chiesa ci aiutano a ricordarci che possiamo fare questo anche noi ogni giorno. Per questo sono sul calendario.

E infine ricordarci che il bene spesso lo facciamo al freddo, con fatica, ma quando lo facciamo si apre il sole. Così può essere ogni animatore che aiuta un ragazzo. Perché Dio usa il bene che facciamo per anticipare il paradiso in terra. E questo però avvicina anche noi al paradiso… non nel senso che moriamo prima, ma nel senso che ci rivestiamo di eternità. In fondo dopo 1700 anni ci ricordiamo ancora di un uomo che tagliò il suo mantello a metà! Perciò occhio a chi possiamo aiutare oggi… c’è il rischio di diventare famosi. Ma davvero.

Gigi Cotichella

Autore: Lo Spiazzo

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