Cosa fanno gli animatori a gennaio?

Prima di tutto, se lo chiedono. Come gruppo e singolarmente, prima di tutto come cristiani, sono tante le domande che ci si pone all’inizio di un nuovo anno. Un 2018 che prende vita dalle esperienze maturate nei dodici mesi trascorsi, e dai progetti che attendono una nuova linfa, e dà vita a tutto ciò che la comunità vivrà nelle prossime quattro stagioni. Gennaio è il tempo delle speranze più vive, dei buoni propositi, della presa di impegni e di posizione; probabilmente, anche il mese in cui si perde qualche cattiva abitudine e si pensa al cambiamento. È per questo che gennaio può sembrare tutto raggiungibile in quattro e quattr’otto, anche partendo da un paio di appunti scritti rapidamente sul retro di un volantino. Ma attenzione, perchè gennaio è anche il mese dei cosiddetti “Giorni della merla”: il 29, il 30 e il 31. Per tradizione, sarebbero i giorni più freddi e bui dell’anno. Altro che Blue Monday e Black Friday.

E se è vero che siamo tutti un po’ meteoropatici, allora gli animatori a gennaio si troveranno di fronte a una sfida non da poco: riscaldare le persone, ma con dolcezza, anche quando la cioccolata calda avrà esaudito la carenza di zuccheri. Ma senza farsi prendere troppo dallo sconforto.

D’altro canto, gennaio è anche il mese di don Bosco.

Gli oratori e le comunità salesiane vivono un momento di fermento e di festa ogni 31 gennaio, al quale ci si prepara con impegno dalle primissime equipe dopo le festività. C’è chi fa le prove per portare in scena uno spettacolo teatrale, chi lo rappresenta durante la Messa, chi organizza giochi a stand e cruciverba per far partecipare tutta la comunità – e chissà, invogliare qualcuno a impegnarsi settimanalmente. E poi c’è l’immancabile “pane e salame”, la merenda che il santo sociale condivideva con i primi ragazzi del suo Oratorio negli spazi in cui oggi sorge la cappella Pinardi. Vivere la festa di don Bosco, in un certo senso, significa vivere l’esperienza dell’animatore di comunità, non solo dei giovani per i più piccoli, ma dei catechisti, dei gruppi adulti, della squadra sportive, delle associazioni. Un’animazione fatta da tutti, per tutti.

Federico Biggio

Autore: Lo Spiazzo

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