Quest’anno la tentazione social è stata molto forte: postare una foto di un risorto o di un sepolcro con la pietra srotolata e scriverci sotto, a commento: “Non è un pesce d’aprile!” La data di Pasqua, infatti, coincidente con il giorno della burla per eccellenza, si prestava molto a questo messaggio che forse qualcuno ha veramente realizzato.

In realtà, proprio mentre pensavo a queste cose, ho realizzato che l’animatore è il più grande pesce d’aprile che esista al mondo, ma al contrario, e che aprile è il mese dell’animatore per eccellenza. E questo lo dico, per chi mi conosce, non perché io sia nato ad aprile.

Ma andiamo con ordine.

Il pesce d’aprile è un grande movimento emozionale, una cosa che vorresti tanto che accadesse o, all’opposto, che non vorresti mai che accadesse, che smuove sorpresa ma anche iniziativa, ma anche indignazione, per poi rivelarsi tutto finto, per il divertimento di chi l’ha iniziato. L’animatore è esattamente all’opposto, nel senso che fa la stessa cosa (smuove le emozioni, le porta verso un obiettivo, costruisce un percorso per arrivare al protagonismo delle persone) ma alla fine è tutto vero. E quello che sembrava solo un grande gioco, in realtà si rivela qualcosa di molto profondo. È per questo che alla fine, per quanto l’animatore si diverta, se l’animazione è fatta bene, i più coinvolti e contenti sono i bambini e giovani stessi.

Aprile è il mese dell’animatore per eccellenza perché è il mese con più probabilità che cada la Pasqua: venticinque giorni contro i dieci di marzo. È il mese in cui la primavera si conferma, e per quanto si diceva “aprile non ti scoprire” per indicare che non eravamo proprio sicuri del caldo (anche se le mezze stagioni non esistono più), si diceva anche “aprile dolce dormire” proprio per indicare questa possibilità di nuova vita.

Aprile poi in Italia è anche il mese della liberazione e della fine della guerra, a dire proprio contro ogni forma di tirannia e di dittatura e a favore di una pace che sia pienezza di vita per ogni persona.

Aprile è anche il mese in cui non c’è l’ansia di maggio per la fine degli studi e per gli esami e però qualche giornata promette già l’estate.

Aprile è il mese in cui l’animatore è chiamato a essere annuncio di qualche cosa che non è ancora definitivo, ma che c’è già, si vede e si sente.

Aprile è il mese che ricorda all’animatore che sta a noi accompagnare, dare questi segnali e poi guidare verso la piena comprensione. E quando aprile finirà, come finisce un percorso di animazione, è proprio bello scoprire che no, non è stato un pesce d’aprile, ma tutto è stato benedettamente vero.

Gigi Cotichella

Autore: Lo Spiazzo

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