Anche maggio può definirsi mese degli animatori, ma forse un po’ più degli altri perché nasconde un segreto. Per scoprirlo, però, bisogna prima capire tutte le caratteristiche di maggio.

Maggio è in primavera inoltrata, sa di estate; ricorda che il bello dell’animazione è portare a compimento i frutti che essa promette. Inizia con la Festa del lavoro, come a ricordare a ogni animatore che vivere l’animazione con passione richiede fatica, impegno, lavoro appunto. In mezzo ha poi la festa della mamma, che come un campanello ci ricorda che sì, animiamo bambini e ragazzi, ma se non tocchiamo le famiglie e la comunità, il territorio e la società, allora a ben poco vale la nostra animazione.

Maggio è il periodo in cui si concludono i percorsi, ma in cui si preparano anche i centri estivi; come a dire, c’è un ciclo da mantenere e anche se cambiano i volti e le persone, l’animazione va avanti. E va avanti con generosità: mentre infatti si chiudono i gruppi e si apre la preparazione del centro estivo, di solito gli animatori stanno vivendo la chiusura dell’anno scolastico con le ultime interrogazioni o preparandosi per gli esami imminenti.

Infine, maggio è anche il mese mariano per eccellenza, legato alle rose e alla devozione del rosario. Come una volta gli innamorati erano soliti dare ghirlande di fiori alle proprie amate, s’iniziano a dare ghirlande di Ave Maria alla Madonna, da cui l’idea appunto di quella ghirlanda di fiori tutta speciale che è il rosario. Ed è incredibile come questa devozione sia stata collegata a maggio proprio dal fondatore dell’oratorio, san Filippo Neri.

Dunque, il segreto del mese di maggio per gli animatori è proprio questo: Maria. Ogni animatore è chiamato a essere come lei; non solo perché è chiamato a portare dentro di sé Gesù e a donarlo agli latri, ma proprio perché nell’umanità stessa di Maria si riscoprono i tratti del vero animatore.

Un animatore giovane, appassionato alla vita e alla verità, come Maria, che accetta il progetto di Dio ma sa anche interrogare Dio senza superbia, con la voglia di capire veramente la Sua volontà.

Un animatore creativo, come Maria; quando sente dall’angelo che sua cugina Elisabetta, sterile, è incinta, è capace di partire e di fare a piedi da sola 150 chilometri pur di andare a toccare con mano la grazia di Dio. (E notare: non è Dio che le chiede di farlo).

Un animatore vicino alle cose di tutti i giorni, come Maria, che chiede il primo miracolo al figlio: durante le nozze di Canaan, la festa non viene rovinata perché Maria è attenta anche alle piccole cose e sa quant’è importante celebrare la vita.

Maria è la donna che accetta di vivere la passione, intesa come saper portare a compimento. È lei che per prima vive quello che Gesù vivrà (“avendoli amati, li amò sino alla fine”) e per questo riesce a stare sotto la croce. Anche per questo Maria è colei che, prima che gli uomini vedano, decidano, partano, è già alla tomba e non si preoccupa di come sposteranno la pietra davanti al sepolcro perché sa che Dio interverrà.

Ecco allora che maggio, il mese dedicato a Maia, dea della fertilità, è diventato il mese dedicato a Maria; è anche l’invito a cogliere Dio non solo in tutto ciò che nella natura c’è di bello e possibile, ma anche ad accogliere Dio quando le cose non vanno bene, con la fiducia che il Suo intervento le trasformerà. Il “sì” di Maria è l’esempio di come Dio scriva dritto sulle righe storte della storia degli uomini e le possa in qualche modo stravolgere. Dunque, affidarsi a Maria significa credere che l’animazione possa in qualche modo intervenire nella vita dei ragazzi e fare in modo che questa migliori.

Per questo, alla fin fine, maggio è davvero il mese degli animatori.

Gigi Cotichella

Autore: Lo Spiazzo

You must be logged in to post a comment.